TREMONTI, PIGNORA L’ INCASSO LAZIO-ROMA!

20 Marzo 2004, di Redazione Wall Street Italia

Dopo che la Lega Nord ha fatto annullare ieri in sede di Consiglio dei Ministri il già annunciato decreto-legge fiscale contenente tra l’altro le vergognose agevolazioni (rateizzazione in 60 mensilità, nessuna multa, nessun interesse di mora) sui miliardi e miliardi di imposte arretrate mai pagate da alcune società di calcio, divampa la polemica.

Il ministro Maroni è stato molto netto: “Non si capisce perché squadre che pagano stipendi miliardari dovrebbero far pagare il costo agli italiani. È un problema di equità. Si riducano gli stipendi per pagare le imposte. Come è accaduto in Alitalia per i contratti di solidarietà”. Dal canto suo, il sen. Calderoli ha dichiarato: “A proposito del primo decreto cosiddetto salva-calcio avevo detto che neppure Mussolini sarebbe arrivato a tanto per favorire le squadre del cuore. E adesso ci risiamo, forse si vuole emulare Bokassa e a proposito l’appetito ad alcune squadre forse non è mancato”.

Mentre il premier Berlusconi annuncia “interverremo” e fissa la data del 25 o 26 marzo per il decreto, il vicepremier Fini parla di “dovere di aiutare” certi furbi di certi club, la Lega Nord prosegue la sua battaglia. L’on. Giorgetti, presidente della Commissione Bilancio della Camera, ha dichiarato: “Non arretriamo di un millimetro dalla nostra posizione. Anzi, questa è l’occasione per moralizzare finalmente tutto il settore.

Specie in questo momento di crisi, sarebbe oltremodo immorale fare concessioni a categorie particolarmente privilegiate rispetto ad altri settori produttivamente ed economicamente col fiato corto che tuttavia adempiono puntualmente ai propri obblighi fiscali. Ciò nell’interesse anche dei tifosi, veri padroni delle squadre, i quali avanti di questo passo rischiano di veder penalizzate dal punto di vista sportivo le loro amate compagini sportive proprio da coloro che, nel nome di finti salvataggi, avevano prelevato dalle tasche degli stessi tifosi il denaro per la quotazione in Borsa o per gli abbonamenti”.

Così come a un contribuente moroso – di cui è stata accertata dalla Finanza l’inadempienza o il ritardato pagamento – viene pignorata dal fisco l’auto o il televisore o il salotto di casa, come mai ad esempio allo stesso modo non viene pignorato, a puro scopo cautelativo, l’incasso di Lazio-Roma di domani sera? Tanto più che proprio le due squadre capitoline sono in testa all’antipatica e poco prestigiosa classifica degli inadempienti verso il fisco e verso gli enti previdenziali (dove sappiamo bene compaiono anche squadre del Nord…). I tifosi biancazzurri e giallorossi non meritano di vedere il declino delle loro squadre, anche perchè con questo stato di cose eventuali compratori fuggono dopo aver esaminato i bilanci e la quantita’ dei debiti arretrati.

Ministro Tremonti, ha mai pensato di mandare la Guardia di Finanza dal cassiere di una società di calcio per pignorare l’incasso di una partita, per tutelare con questa prima forma di prelievo, il buon nome e la credibilità dell’ Amministrazione fiscale?

Ci torna alla mente quanto stava per verificarsi a Parma nelle prime settimane dal crack-Tanzi. Alcuni legali che rappresentavano dei risparmiatori truffati dai bond di Collecchio avevano manifestato l’intenzione di “pignorare” i più pagati campioni della squadra di calcio, facente parte del gruppo Parmalat, come Adriano, Frey, Nakata allo scopo di impedire la cessione del loro cartellino e quindi l’alienazione di un “bene” che faceva parte del patrimonio dell’azienda e in quel modo veniva sottratto ai creditori. Lo stesso per la Lazio di Cragnotti.

“E’ mai possibile – disse in quella occasione uno di questi legali – che esista il denaro per pagare a fine mese gli stipendi miliardari di questi calciatori e non ci sia invece nemmeno più un euro per pagare i fornitori di latte fresco o di pomodori, e i risparmiatori truffati?”.

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