TREMONTI ALL’ATTACCO. PESANTI ACCUSE A FAZIO

16 Gennaio 2004, di Redazione Wall Street Italia

Annuncia la nascita di una nuova autorità per garantire i risparmiatori, attacca le banche, colpisce a più riprese il governatore Antonio Fazio (“Nelle sue Valutazioni del 2003 in materia di emissioni obbligazionarie ci sono solo analisi quantitative ma nessuna vigilanza”) e boccia la Consob. Così il ministro dell’Economia Giulio Tremonti affronta le Commissioni attività produttive e finanze di Camera e Senato alle quali espone il filo rosso della sua riforma degli istituto di controllo: “Fra la tutela del risparmio e la tutela delle istituzioni la priorità assoluta va alla tutela del risparmio”.

In serata, da Napoli, arriva la risposta indiretta di Antonio Fazio che ha parlato ai margini del seminario Euromediterraneo: “La dote che le banche centrali hanno apportato al sistema europeo è fatta di prove di autonomia e indipendenza, a volte tenacemente offerte nel quadro di complessi equilibri istituzionali. Questa dote – ha aggiunto il Governatore – è fatta di professionalità, autorevolezza, esperienza. Sono caratteri che costituiscono una garanzia per il futuro del sistema europeo di banche centrali”.

Ma, nel pomeriggio, davanti ai deputati e ai senatori, Tremonti non è andato molto per il sottile. La sua analisi, dopo i ripetuti crac che hanno sconvolto il sistema finanziario italiano è preoccupata. “Forse – ha detto il ministro – è stato un errore limitarsi a contare i singoli casi, non capire né prima nè durante la dimensione del fenomeno”. “La crisi – ha aggiunto – non è industriale, ma finanziaria”. Spera, Tremonti, che non sia della stessa gravità di quella che negli anni Trenta portò alla nascita dell’Iri ma è certo che può essere paragonata a quella della Banca Romana che travolse il governo Giolitti alla fine dell’Ottocento.

Una crisi di sistema ed anche sottovalutata, questa la lettura di Tremonti e per questo ha indicato una strada, quella che passerà prima dal consiglio dei ministri e poi dal Parlamento per una “una riforma organica per la quale non c’è molto tempo”. “Una riforma necessaria e possibile” che secondo il governo deve portare “non un’autorità unica ma un’unica autorità funzionalmente competente”.

In sostanza il ministro prevede tre autorità come Banca d’Italia, nuova autorità sul risparmio e antitrust che abbiano “adeguate e coerenti competenze funzionali” rispettivamente su stabilità vigilanza e concorrenza. Quanto alla nuova authority, di nomina parlamentare, “deve essere forte tanto da proiettare il senso vero dell’autorità e dovrà comunicare affidabilità agli onesti e prevedere la repressione per i disonesti”.

Ma oltre alle sue soluzioni Tremonti ha voluto indicare i responsabili di questa situazione che ha spinto il Fondo monetario internazionale a valutare, nei confronti con l’Italia, l’impatto della crisi Parmalat sulla situazione economica del Paese. E il ministro fa di nuovo i nomi ed i cognomi: banche, Consob e Banca d’Italia.

“I bond – ha detto il ministro – non vanno demonizzati, ma di certo in qualche caso c’è stato un conflitto di interessi delle stesse banche che hanno utilizzato i corporate bond per scaricare i propri rischi”. Quanto alla Commissione di controllo della Borsa Tremonti ha ritenuto “insufficente fino a tutto il primo semestre 2003” l’attività della Consob.

Mentre a Fazio il titolare dell’Economia manda a dire: “Bankitalia avrebbe forse dovuto rilevare nel corso degli anni e nel corso delle sue ispezioni almeno qualcosa di anomalo”. Le anomalie da rilevare – secondo Tremonti “se non sulle emissioni erano quelle dal lato delle banche attive sulle emissioni”. E al governatore, suo storico avversario, Tremonti non fa sconti. Il leader di Bankitalia, secondo il ministro, ha “dato una risposta diciamo così ‘de minimis’ e comunque non scritta ad una lettera del Tesoro sulla situazione di Cirio in relazione all’esposizione di una banca romana”.

Fazio ha sottovalutato la situazione, questa in soldoni l’impressione del ministro che, per dare corpo a queste sue sensazioni ha consegnato al Parlamento tutto il carteggio intercorso tra lo stesso ministro e il Governatore della Banca d’Italia sulla materia dei corporate bond e, in particolare, dei crac di Cirio e Parmalat. Tremonti ha ricordato la riunione del Cicr (Comitato interministeriale sul credito e il risparmio) di luglio in cui si parlò di Parmalat. Il ministro ricorda di aver prodotto un articolo di “un autorevole quotidiano” che parlava di Parmalat come della “regina dei bond” con 31 emissioni, ma di non aver ricevuto risposte alle sue sollecitazioni. Per Tremonti, insomma, in tutta questa vicenda c’è stata “sottovalutazione” da parte di Bankitalia.

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