TREMILA ASSUNZIONI PER CONTRASTARE L’EVASIONE

5 Luglio 2007, di Redazione Wall Street Italia

(9Colonne) – Genova, 5 lug – Abbattimento stabile della base imponibile evasa di oltre 20 miliardi, azzeramento dello stock dei rimborsi arretrati, innalzamento al 52,8 per cento del numero di dipendenti destinati all’attività di controllo e accertamento, invio ai contribuenti della dichiarazione precompilata e di comunicazioni sulle scadenze fiscali, possibilità di licenziamento immediato per i dipendenti corrotti. Sono questi alcuni degli obiettivi dell’Agenzia delle entrate contenuti nel piano strategico triennale presentato oggi a Genova dal direttore Massimo Romano nel corso di un convegno concluso dal viceministro dell’Economia Vincenzo Visco e al quale ha partecipato il docente di diritto tributario Adriano Di Pietro. Romano ha colto l’occasione per fornire alcuni dati aggiornati sui primi mesi di attività dell’Agenzia e soprattutto per indicare le condizioni “indispensabili” per la realizzazione del piano. Si tratta di poter contare, ha spiegato il direttore, su finanziamenti stabili e certi, sull’assunzione straordinaria di 3.000 laureati da adibire ad attività di verifica e controllo, su una maggiore autonomia organizzativa e soprattutto sulla possibilità di ricondurre a un utilizzo più rispondente alle effettive finalità alcuni istituti contrattuali come il part time e i distacchi sindacali. Da rivedere anche la normativa, abbondantemente abusata, a tutela di gravi disagi personali e familiari e alcuni meccanismi che finiscono per far lievitare le assenze per malattia. “Ridurre l’evasione – ha detto Romano – è un obiettivo possibile e a portata di mano. Occorre avere la consapevolezza che molto dipende dalla capacità e volontà di investire nel potenziamento dell’Agenzia facendone uno strumento ancora più efficace. Un fisco più equo passa inevitabilmente per una amministrazione moderna in grado di aiutare nell’adempimento i contribuenti onesti, ma anche e soprattutto di colpire in maniera puntuale e mirata quanti evadono sottraendosi al dovere di contribuire ai servizi resi dallo Stato”. Punto di forza della nuova strategia è quello di puntare sempre di più sull’attività di controllo sostanziale. A regime, nel 2011, gli accertamenti sui soggetti di medie e grandi dimensioni (con volume d’affari oltre 5,1 mln) passeranno da 11.000 del 2006 a 20.000 portando la frequenza dei controlli da 5 a 3 anni, mentre gli accertamenti nei confronti dei soggetti di piccole dimensioni passeranno da 292.000 del 2006 a 440.000 con un aumento della frequenza dei controlli da 10 a 6,5 anni.