Treasury: corsa acquisti da banche. Goldman Sachs ricambia idea

3 Maggio 2011, di Redazione Wall Street Italia

Roma – Le principali banche americane iniziano a fare incetta di treasury. Anche Goldman Sachs, fino a poco tempo fa pessimista, cambia idea e ritira il consiglio di scommettere contro i treasury a cinque anni. Cosa succede? Fino a poco tempo fa, anche Pimco aveva dato il consiglio di shortare i bond del debito americano.

Ma i numeri parlano chiaro e, stando a quanto riporta Bloomberg, le banche americane stanno acquistando Treasury al ritmo più veloce degli ultimi nove mesi: Motivo? I titoli di stato americani riacquistano appeal per i timori su un’economia, quella americana, che starebbe crescendo secondo alcuni a ritmi deludenti (vedi anche il dato recente del Pil, +1,8% nel primo trimestre).

Di conseguenza, in tempi di incertezza, si torna a puntare su questo mercato; tanto che nelle ultime sette settimane, le banche commerciali hanno acquistato debito americano per un valore di $65 miliardi di dollari, raggiungendo l’ammontare totale di $1,68 trillioni. Gli acquisti sono stati i maggiori dai $79,1 miliardi acquistati nel periodo che è terminato il 21 luglio del 2010.

Riguardo al cambio di rotta di Goldman, Francesco Garzarelli, responsabile strategist dei tassi di interesse della banca, ha scritto che Goldman – tra i 20 dealer primari che sono autorizzati a effettuare scambi direttamente con la Fed – che la banca, lo scorso 18 marzo, ha avviato gli scambi di titoli a 5 anni a un rendimento dell’1,94% con un target del 2,3%.

“Le operazioni di trading sono andate bene fino alla metà di aprile, grazie alla combinazione dei commenti della Fed, all’inflazione inferiore alle attese e alle preoccupazione sulle conseguenze che i prezzi dei carburanti più alti avranno sulle spese dei consumatori; tutto ciò ha alimentato un’ondata di short-covering”, ha detto.

L’interesse sui Treasury si spiega anche con i giudizi di JP Morgan Chase e Credit Suisse Group, che stanno rivedendo al ribasso le stime di crescita sugli Stati Uniti, proprio per gli effetti negativi del greggio sui redditi disponibili, ma anche per il continuo ribasso dei prezzi delle case. “L’assunto secondo cui assisteremo a una crescita approssimativamente robusta si sta smorzando velocemente, ha detto poi in un’intervista a Bloomberg Jeffrey Caughron, socio di Baker Group a Oklahoma City”.

Intanto, nella giornata di oggi, i rendimenti dei treasury a 5 anni nella mattinata asiatica si aggiravano attorno all’1,97%, in forte calo rispetto al 2,35% raggiunto l’8 aprile, secondo i dati riportati da Bloomberg. Andamento positivo anche per i titoli a 10 anni con i rendimenti in calo dello 0,1% la scorsa settimana al 3,29%, rispetto al 3,77% agli inizi di febbraio.