Tre quarti dei fondi azionari italiani a gestione attiva fa peggio del benchmark

9 Ottobre 2018, di Alessandra Caparello

Più di tre quarti dei fondi azionari italiani a gestione attiva hanno fatto peggio del benchmark nel periodo compreso tra giugno 2017 e giugno 2018. Lo rivela l’indagine semestrale “S&P Indices Versus Active Funds Europe Scorecard – Mid Year 2018 Results” che analizza i dati sulla performance dei fondi a confronto con i rispettivi mercati di riferimento.

Guardando al periodo di un anno terminato il 30 giugno 2018, emerge che il 79% dei fondi azionari italiani a gestione attiva ha sottoperformato l’S&P Italy BMI. In un orizzonte temporale di dieci anni, il 72% ha sottoperformato il benchmark. Rispetto all’S&P Italy BMI – rivela sempre l’analisi – i fondi attivi che investono in azioni italiane hanno conseguito un rendimento medio ponderato per gli attivi inferiore del 2,3% in un periodo di un anno e superiore dello 0,7% annualizzato in un periodo di dieci anni. Il rendimento medio ponderato per gli attivi indica la performance di un investitore medio e attenua l’influenza dei fondi più piccoli.

Il risultato negativo non riguarda solo l’Italia. Il 59% dei fondi azionari paneuropei a gestione attiva denominati in euro ha sottoperformato l’S&P Europe 350. Tale percentuale sale al 74% e all’87% rispettivamente negli orizzonti temporali di cinque e dieci anni. Così il 70% dei fondi azionari statunitensi a gestione attiva denominati in euro ha sottoperformato l’S&P 500 nell’anno di riferimento. L’82% dei fondi azionari globali a gestione attiva denominati in euro ha sottoperformato l’S&P Global 1200 nell’anno di riferimento, una  percentuale che sale al 96% e 99% rispettivamente nei periodi di cinque e dieci anni.

Infine, dando uno sguardo ai fondi dei mercati emergenti: si scopre che l’81% di quelli a gestione attiva denominati in euro ha registrato una prova inferiore a quella dell’S&P/IFCI, con la percentuale che sale al 99% in un orizzonte temporale di dieci anni.