Piano Alfano: tre migranti ogni mille abitanti, 50 centesimi a testa

18 Luglio 2016, di Mariangela Tessa

NEW YORK (WSI) – Una distribuzione più equilibrata sul territorio con tre migranti ogni mille abitanti. E’ uno dei punti salienti del piano del ministro dell’Interno Angelino Alfano, d’intesa con i Comuni, per affrontare l’emergenza immigrazione.

Un progetto che, va detto, è ancora in via di definizione per quanto riguarda i dettagli ma che prevede anche nuove assunzioni comunali. L’obiettivo e’ quello di risolvere questioni importanti che hanno finora scatenato forti polemiche tra sindaci e governatori. Cio’ nonostante la percentuale di stranieri in Italia sia inferiore a quella nel resto d’Europa: 8,3% contro il 9,3% della Germania o il 9,6% della Spagna.

I punti chiave del piano Alfano, si legge su La Stampa, hanno l’obiettivo di migliorare la gestione e l’integrazione di profughi e migranti, quasi 136 mila, ma anche quello di sostenere i Comuni che li accolgono. Anche attraverso un allentamento del Patto di Stabilità.

Lo scopo è quello di favorire una maggiore adesione alla programmazione dello Sprar, il Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati in vigore esclusivamente su base volontaria.

Poiché alcune città sono più caricate di altre per l’elevato numero di immigrati da ospitare, il nuovo piano fissa dei paletti insormontabili: non più di due o tre persone ogni mille residenti.

Come anticipa il quotidiano torinese: “I Comuni che aderiranno allo Sprar (attualmente sono 800) saranno premiati con la deroga al divieto di assunzioni. Potranno cioè procedere a reclutare nuovo personale (cittadini italiani) da impiegare nei progetti di assistenza e integrazione dei migranti e richiedenti asilo”

Non solo. “Tra gli altri incentivi di carattere economico per le casse comunali c’è la possibilità di foraggiare con 50 centesimi a migrante a titolo di spese generali. La quota verrà detratta dai 2,50 euro attualmente previsti quotidianamente per le spese spicciole – il cosiddetto pocket money o argent de poche – dei profughi”.

Fonte: La Stampa