Trading: movimenti mai visti prima nella storia della sterlina

17 Giugno 2016, di Laura Naka Antonelli

ROMA (WSI) – La sterlina rimane osservata speciale e le sue forti oscillazioni aumentano le tensioni di cui sono intrisi in questi giorni i mercati finanziari globali.

Mancano sei giorni al giorno X per l’Europa intera. Il destino dell’Ue sarà deciso il prossimo 23 giugno, in occasione del referendum del Regno Unito sullo scenario Brexit.

In questa situazione, non rimane inosservata la volatilità della sterlina, che nei confronti dell’euro ha testato il record di tutti i tempi, attestandosi vicino al 28%, e stracciando così il precedente record – attorno al 25% – toccato durante la crisi finanziaria globale.

L’indice che monitora la volatilità della valuta – BPVIX – segna rialzi ormai da mesi sulla scia del nervosismo degli operatori di mercati, che aspettano con trepidazione il risultato del referendum. Il valore del BPVIX è più che triplicato dal mese di gennaio.

Indicativo è il grafico che mostra la performance della volatilità dall’inizio dell’anno.

Tutto ciò, mentre gli strategist di mercato si lanciano in nuove previsioni su come, a loro avviso, reagirà la sterlina nel caso in cui i britannici decideranno la prossima settimana di dire addio all’Unione europea.

Secondo un recente sondaggio di Bloomberg, la sterlina scenderà a un valore compreso tra $1,30 e $1,35 nel caso di una vittoria del fronte “Leave” (ovvero dei pro-Brexit), collassando ai minimi dal 1985. Si prevedono bruschi movimenti sul rapporto di cambio GBP/USD, che potrebbero implicare oscillazioni fino a -8% in una sola sessione, sempre in caso di Brexit. Si tratterebbe della variazione maggiore della storia della sterlina, che supererebbe quelle segnate nella crisi finanziaria e, ancora prima, nel Black Wednesday del 1992, quando il governo britannico decise di lasciar fluttuare la sterlina.

La peggiore previsione arriva da Joe Rundle, responsabile della divisione di trading presso ETX Capital, che ha riferito che la sua società prevede “un calo del 20% della sterlina e un rialzo del 20% del dollaro, dunque una oscillazione del 40%”, in caso di uscita del Regno Unito dall’Ue.

In caso di vittoria del fronte “Remain”, dal sondaggio di Bloonberg emerge che la sterlina potrebbe segnare un rialzo fino a +5%. Tuttavia Kathleen Brooks, direttore di ricerca presso Gain Capital, ritiene che la sterlina non necessariamente segnerà un forte rally.

“La valuta del Regno Unito è sotto attacco per diversi fattori che non solo collegati tutti al referendum, come il nostro deficit elevato e il trend economico debole”.

Sull’azionario, una nota recente di Deutsche Bank ha stimato che, in caso di Brexit, l’impatto sull’azionario del Regno Unito sarebbe limitato, e che a soffrire di più sarebbero più che altro gli indici di Borsa europei, che potrebbero reagire nell’immediato con una perdita -10%.

L’azionario UK dovrebbe registrare un trend migliore dell’Europa, vista la probabile debolezza della sterlina”.

E intanto, sul mercato valutario, la sterlina ha recuperato terreno nelle ultime ore, sulla scia dell’assassinio della parlamentare UK e convinta europeista Jo Cox. Alcuni analisti hanno affermato nelle ultime ore che la tragedia potrebbe portare gli indecisi a dare un tributo alla donna e a votare per rimanere nell’Ue.

Fonte Business Insider