TRADING: GUARDARE ALLE SCONFITTE PER IMPARARE. E IN FRETTA

17 Febbraio 2010, di Redazione Wall Street Italia

(WSI)– Enfatizzare l’importanza di imparare dai propri trade (specie dai trade andati male) non è proprio possibile. Come lo scacchista deve imparare che cosa lo ha portato alla sconfitta in una partita, per poter evitare comportamenti simili in futuro, così il trader deve imparare la lezione – e in fretta. Come diceva J.R. Capablanca (campione del mondo di scacchi dal 1921 al 1927), “posso perdere la partita, ma non posso permettermi di perdere la lezione”.

Ogni vittoria, ma soprattutto ogni sconfitta ci può dare informazioni importanti da incorporare in futuro. La prima lezione è che gli stop ben posizionati sono vitali per mantenersi in gioco: perdere fa parte del gioco; l’importante è saper controllare l’entità di queste perdite per rimanere in gioco.

Secondo, occorre vagliare continuamente il mercato: sussistono ancora le condizioni per cui sono entrato? Come si muovono gli altri cambi affini al mio? Per esempio, se un trade arriva ad 1 pip dal mio profit, probabilmente cercherò di uscire a mercato, o almeno porto il mio stop loss poco distante. Insomma, il mercato ci pone davanti a situazioni diverse; i trade si comportano in modi diversi. Possiamo solo imparare dall’esperienza ed essere preparati alle diverse situazioni che ci capitano.

Passando alla cronaca di mercato, vediamo di capire il rialzo nell’EurUsd e nei carry trade in senso lato. I dati macroeconomici generalmente robusti ieri (inflazione UK come da attese, prezzi al dettaglio UK come da attese, empire state e tic flows migliori) hanno dato una spinta ai carry trade e hanno spinto una parte degli investitori, che erano investiti in dollari come moneta rifugio, a coprire le posizioni per liberare spazio ad investimenti più fruttiferi. Quindi la mossa di ieri trova la spiegazione nei flussi, non in qualche fattore fondamentale.

Ecco perché sembra contro intuitivo che l’euro guadagni con uno ZEW peggiore delle attese, in discesa netta: non dipendeva da lei. Alla domanda “il rally proseguirà o siamo arrivati?” troveremo risposta più probabilmente stasera durante le minute della Fed (ore 20.00).

Per quanto concerne la Grecia, mancano ancora tanti dettagli sul come e sul quando si metteranno sul tavolo i fondi per il salvataggio (oramai dato per scontato). Il rischio ora, per i policymaker, è di essere meno efficaci di quanto il mercato si aspetti. Vediamo come si srotoleranno i fatti.

Dopo un breve tentativo di frenata intorno ai livelli resistenza posti a 1.3710/15, l’EurUsd è quasi arrivato a toccare quota 1.3800, fermandosi a 1.3781 ed ora si trova in fase di consolidamento. Non possiamo escludere un ritorno, nel breve periodo, sui livelli di supporto individuabili tra 1.3740 e 1.3690 prima di un attacco a 1.3800. 1.3840 il punto di resistenza da rompere per assistere ad un’ulteriore accelerata della moneta unica nei confronti del biglietto verde.

Per quanto riguarda il UsdJpy, ci troviamo fondamentalmente in fase di range, con un movimento del cambio leggermente bullish, all’interno di confini ben definiti: 88.80 e 90.50. A partire dallo scorso 5 febbraio il cambio ha realizzato una serie di minimi crescenti che ci fa pensare che un’eventuale rottura decisa a rialzo di 90.50 sarebbe propedeutica ad un rafforzamento del dollaro con primo obiettiva a 91.30.

Il GbpUsd ha rotto momentaneamente le resistenze poste a 1.5765, che ora risultano essere dei supporti di breve periodo, sopra i quali la quotazione sta cercando di consolidare. Sarà importante osservare l’evoluzione del cambio durante le prossime ore per capire se ci siamo spostati in una nuova fascia o se quella a cui abbiamo assistito risulterà essere soltanto una fiammata. In caso di tenuta, l’obiettivo possibile sarebbe 1.5850.

Segnaliamo una possibile divergenza rialzista sul cambio UsdCad, osservabile su un grafico a 4 ore, che potrebbe riportare il cambio in area 1.0500.

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