TRADERS: POCHE OPPORTUNITA’,
A PARTE I CAMBI

8 Marzo 2004, di Redazione Wall Street Italia

Tempi di magra per chi fa trading sulla volatilita’ sull’equity targato USA. Il (VIX) non accenna a risalire sopra la media mobile a 50 giorni (vedere anche grafico a fondo pagina). In queste condizioni i trader preferiscono spostarsi sul mercato dei cambi dove invece il cross euro-dollaro (XEU) presenta una volatilita’ a 40 giorni ai massimi degli ultimi 8 mesi mentre il dollaro-yen (XJY) e’ a livelli che non si raggiungevano dai primi di novembre del 2003.

A confermare che e’ proprio questo il settore dove si puo’ trovare ancora qualche buona opportunita’ di guadagno e’ uno degli investitori piu’ stimati dalla comunita’ finanziari: Warren Buffett. Il guru di Omaha nella sua ultima lettera agli investitori, oltre ad annunciare utili di assoluto rispetto per Berkshire Hataway, ha espresso la sua opinione sulle occasioni che si presenteranno sul mercato per i prossimi mesi.

Secondo Buffett mentre l’equity e il reddito fisso non lasciano intravedere elementi per essere considerati sottovalutati, ci potrebbero essere occasioni per sfruttare un prossimo calo della valuta americana.

A meno di considerare scenari deflazionistici, e una condizione economica che si avvia ad una nuova recessione, e’ difficile trovare ragioni per comprare a questi livelli titoli di Stato americani a lunga scadenza. Il benchmark sul 10 anni (TNX) oggi (lunedi’ 8 marzo) rende il 3.78% mentre lo spread tra il T-bond e il corrispondente TIPS (una sorta di misura dell’inflazione attesa in futuro) e’ a 237 punti base. Il che significa avere un rendimento molto contenuto se si escludono gli eventuali guadagni sul cambio.

L’opinione sembra condivisa anche dai grandi speculatori che secondo il rapporto settimanale del CFTC cominciano a ridurre le posizioni lunghe sui contratti sul 5 e 10 anni che avevano raggiunto un record nella scorsa settimana. I dati per la settimana conclusa il 2 marzo evidenziano un calo di 61.309 contratti sulla scadenza piu’ breve, dove per altro le posizioni lunghe degli investitori non commerciali continuano ad essere in netta magggioranza. Il future sulla scadenza a 10 anni mostra 27.228 contratti long in meno. Le posizioni speculative sono tornate verso l’equilibrio tra long e short.