Tracollo del petrolio, a New York scende fino a $47 al barile. Brent sotto $50

7 Gennaio 2015, di Redazione Wall Street Italia

NEW YORK (WSI) – Proseguono le vendite massicce sui contratti sul petrolio, che sul Nymex di New York bucano la soglia di $48 al barile e scendono fino a $47,40, dopo aver registrato ieri la chiusura al minimo dal 21 aprile del 2009, a $47,93 (-$2,11). Il volume dei futures scambiati è stato inferiore -15% alla media degli ultimi 100 giorni di contrattazioni.

E’ il quinto giorno consecutivo di cali per il petrolio; tengono banco le speculazioni secondo cui le scorte americane continueranno a crescere, contribuendo all’eccesso di offerta presente sui mercati.

KO anche per il contratto Brent scambiato a Londra e con scadenza a febbraio, che ieri ha chiuso a $51,10 al barile, registrando il valore di chiusura più basso dal 30 aprile del 2009. All’incirca il contratto benchmark europeo è scambiato a premio rispetto a quello WTI di New York di $3,14 al barile. Nuovo record minimo per il Brent, che scende sotto $50, per la prima volta dal maggio del 2009.

In attesa della pubblicazione dei dati negli Stati Uniti, un sondaggio di Bloomberg prevede che le scorte Usa sono aumentate la scorsa settimana di 700.000 barili.

Citigroup ha inoltre pubblicato una nota, secondo cui la Cina, secondo maggiore consumatore di petrolio al mondo, non riuscirà a garantire la ripresa delle quotazioni dell’oro nero nel 2015, dal momento che le sue importazioni, su base netta, rallenteranno il passo.

In particolare il team di strategist di Citigroup che comprende l’analista Ivan Szpakowski stima importazioni nette cinesi in crescita +3,3% quest’anno, contro +8,9% del 2014.

(Lna)