Torpedini e sottomarini da guerra: Usa pronti all’attacco

19 Marzo 2012, di Redazione Wall Street Italia

New York – L’invio, pochi giorni fa, di portaerei nel Golfo Persico è stato solo il primo passo. Alla luce delle continue tensioni intorno all’Iran, Washington ha deciso di rafforzare anche il suo contingente di navi da guerra con il risultato che, in nessun’altra zona del mondo, la presenza della Marina Militare statunitense è al momento così massiccia.

A comunicarlo è stato l’ammiraglio Jonathan Greenert, capo dello Stato Maggiore della Marina Militare americana, secondo il quale nei prossimi mesi nella regione sarà raddoppiato, da 4 ad 8, il numero di dragamine e di elicotteri antimine e altre navi da guerra di stanza in Bahrein, in prossimità dell’Iran. Torpedo subacquei a comando remoto di nuova generazione si occuperanno di neutralizzare le mine.

Un’operazione, quest’ultima, necessaria qualora Teheran decidesse di prendere come obiettivo lo Stretto di Hormuz da cui transita il 20% del petrolio estratto nel mondo. Come se non bastasse, saranno inoltre inviati apparati subacquei a comando remoto di nuova generazione per la neutralizzazione delle mine.

Il passo successivo? La Marina Militare americana punta ad avvicinarsi sempre di più alle coste iraniane attraverso un potenziamento delle motovedette attualmente nel Golfo.

Al di là dello schieramento in atto, quella messa in piedi da Washington sembra una chiara replica della diplomazia del cannone di Teddy Roosvelt. In pratica, l’obiettivo dietro l’attuale dispiegamento delle forze nel Golfo Persico è quello di convincere l’Iran a pensarci bene prima compiere azioni di cui potrebbe pentirsi.

Finora gli Stati Uniti sembrano aver raggiunto l’obiettivo. Nonostante le minacce fatte a inizio anno, Tehran non ha reagito alla presenza della portaerei statunitense.