Tornano acquisti di asset rischiosi. Bene le materie prime

4 Novembre 2011, di Redazione Wall Street Italia

Siena – Tassi di interesse: in area Euro la sessione di ieri si è aperta con un forte calo dei listini azionari ed un allargamento dei periferici per poi cambiare direzione a metà mattinata in vista dell’annullamento del referendum greco (poi confermato da Papandreou).

L’annullamento è arrivato dopo la disponibilità del leader dell’opposizione Samaras a sostenere il secondo piano di aiuti per il quale il referendum sarebbe stato indetto. Lo stesso Samaras ha però precisato che non intenderebbe entrare a far parte di un governo di coalizione con Papandreou, preferendo piuttosto un governo di unità nazionale prima di arrivare ad elezioni anticipate a fine anno. Alla fine è stato annullato il referendum e confermato il voto di fiducia richiesto dallo stesso Papandreou ed atteso per la mezzanotte di oggi.

La seconda parte della giornata è stata poi caratterizzata dal taglio a sorpresa di 25pb del tasso Bce. La decisione, come ha poi chiarito Draghi, è stata presa all’unanimità ed è stata giustificata con il forte aumento di rischi al ribasso per la crescita e con l’attesa di una moderazione del tasso di inflazione nel corso del 2012.

Draghi ha infatti dichiarato che diversi indicatori anticipatori hanno segnalo un forte rallentamento del Pil nei prossimi mesi che rendono probabile una marcata revisione al ribasso delle stime per il 2012, che ci verranno annunciate a dicembre, ed una moderata recessione entro fine anno. Allo stesso tempo ha indicato che l’inflazione è attesa rimanere sopra il 2% per alcuni mesi e ritornare sotto tale livello nel corso del 2012. I rischi sulla crescita restano quindi al ribasso e quelli sull’inflazione bilanciati. La decisione ha contribuito alla continuazione del rialzo delle borse ed un calo degli spread periferici.

Draghi ha infine confermato la natura temporanea delle misure non convenzionali ed in particolare sul programma di acquisto di bond si è soffermato precisando la natura temporanea e limitata.

La Bce ha anche fornito i dettagli del piano di acquisto di covered bond da 40Mld€ che interesserà sia il mercato primario sia il secondario ed inizierà nel corso di novembre ed è atteso essere completato entro la fine di ottobre 2012.

In prospettiva il proseguimento delle tensioni finanziarie potrebbe continuare ad impattare sulla crescita economica e portare la Bce a ridurre il tasso di riferimento di altri 25 pb entro gennaio 2012.

Il membro lussemburghese della Bce, Mersch, in un intervento successivo alla riunione ha dichiarato che la Banca Centrale ha ancora spazio di manovra sui tassi, aggiungendo che la probabilità di una recessione è superiore al 50%.

Intanto a Cannes è in corso il G-20 in cui i grandi della Terra stanno discutendo su questioni relative alla necessità di risolvere la crisi finanziaria, risollevare crescita e lavoro e su nuovi ruoli e fondi addizionali per il Fmi.

Secondo una bozza del comunicato, come riportato da Ft, le discussioni riguarderebbero nuove linee di credito a breve termine da parte del Fmi per paesi che hanno una politica economica credibile ma che sono stati colpiti dalla crisi economica.

Negli Usa tassi di mercato in marcato rialzo soprattutto sulla parte a lungo termine, con l’indice S&P500 in recupero di quasi il 2%, portandosi a circa il 10% al di sotto del livello massimo relativo raggiunto durante il lungo rally rialzista iniziato nel marzo del 2009.

Sul fronte macro l’indice Ism non manifatturiero di ottobre è risultato leggermente al di sotto delle attese, permanendo sopra quota 50 e registrando al contempo un forte recupero della componente occupazionale (da 48,7 a 53,3).

Oggi l’attenzione sarà focalizzata sui dati del mercato del lavoro di ottobre, una variabile estremamente importante anche per la Fed.

Valute: euro in lieve apprezzamento nella giornata di ieri nonostante la decisione della Bce di tagliare i tassi. Il cross verso dollaro è infatti riuscito a rimanere al di sopra del supporto in area 1,3650 per poi risalire fin sopra quota 1,38. Al momento il cross rimane sempre chiuso all’interno del range 1,3650/1,3850 e solo una rottura di tale livelli potrebbe dare maggiore direzionalità.

Con il dollaro/yen stabile intorno ad area 78, l’andamento dello yen vs euro riflette quello dell’euro/dollaro. Per oggi resistenze a 108 e 109,50, supporto a 106,50. Yuan cinese sempre in prossimità dei massimi da 17 anni verso dollaro. Sul fronte franco svizzero, Danthine, membro della banca centrale del paese, ha dichiarato che l’istituto sarebbe pronto ad agire ulteriormente nel caso in cui l’economia peggiorasse.

Materie Prime: giornata positiva per la maggior parte delle materie prime in linea con gli acquisti di altri asset rischiosi come ad esempio le azioni. All’interno dell’indice GSCI il rialzo maggiore è stato quello dei metalli preziosi con l’oro che ha guadagnato il 2%.

Bene anche gli energetici con il Brent in crescita dell’1,4% e gli agricoli guidati dal cacao (+2%). Rialzi più contenuti per i metalli industriali. Questa mattina l’oro si attesta poco oltre soglia 1750$/oncia, mentre il Brent in prossimità dei 111$/barile.

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