Torna l’influenza aviaria: mercati asiatici sotto stress

5 Aprile 2013, di Redazione Wall Street Italia

SHANGHAI – Il virus H7N9 dell’influenza aviaria ha provocato una sesta vittima in Cina, nell’est del Paese dove le autorità continuano ad abbattere i volatili. Lo ha riportato l’agenzia di stampa Xinhua. I casi segnalati in totale sono 14.

L’ultima vittima è un agricoltore di 64 anni della provincia di Zhejiang, ha riferito l’agenzia di stampa. Il ceppo H7N9 dell’influenza aviaira, che finora non è stata trasmessa all’uomo, ha di recente contagiato almeno quattordici persone nell’est della Cina, dove ha provocato complessivamente sei morti.

Le autorità di Shanghai hanno cominciato a procedere all’abbattimento di volatili dopo l’annuncio di ieri della morte di altre due persone colpite dal virus H7N9.

Oggi la borsa cinese era chiusa, cosi’ come quella di Taiwan, ma gli altri mercati, fatta eccezione per la piazza di Tokyo, hanno pagato l’impatto della paura di un’epidemia legata alla malattia.

Le borse asiatiche sono scese ai minimi di tre mesi: i timori legati alla scoperta di nuovi ceppi di influenza aviaria in Cina e all’intensificarsi delle tensioni nella penisola coreana destabilizzano gli investitori.

In controtendenza l’azionario giapponese, balzato sopra i 13.000 punti dopo le misure di stimolo senza precedenti decise ieri dalla Banca del Giappone.

L’indice Msci dell’area Asia-Pacifico perde un abbondante punto percentuale intorno alle 8,30 ora italiana. L’indice è sui minimi di tre mesi, zavorrato dal ribasso del 2,4% di Hong Kong e dalla flessione dell’1,7% di Seul.

L’indice pan-asiatico si prepara ad archiviare la settimana in calo del 2,1%, la flessione più pronunciata da metà luglio. Il Nikkei, non compreso nell’indice, ha chiuso sotto i massimi di seduta, in rialzo dell’1,6%.

L’azionario di Hong Kong ha toccato i minimi di quattro mesi; nel mirino delle vendite i settori sensibili alla crescita economica, penalizzati dal timore che una nuova ondata di casi di influenza aviaria possa deprimere l’economia domestica.