Tony Blair, ovvero come accumulare (da ex premier) 125 milioni in consulenze

27 Agosto 2014, di Redazione Wall Street Italia

NEW YORK (WSI) – Una strage di manifestanti? Per tragica che sia stata, «non deve oscurare gli enormi progressi fatti dal Kazakhstan». Parola di Tony Blair. Che la seconda vita dell’ex premier laburista britannico sia fatta di consulenze ben pagate a personaggi non sempre democratici, non è una novità. Ora però c’è una lettera che mostra come abbia spiegato al premier kazako Nazarbayev il modo per «ripulire» l’immagine dopo l’eccidio, da lui firmata e inviata nel luglio 2012.

Quando la polizia sparò sugli operai dell’area petrolifera di Zhanaozen che protestavano per le condizioni di lavoro, era il dicembre del 2011. Nella lettera, di quelle 14 morti accertate, Blair scrive appunto che «non devono oscurare» i lati positivi. Nel testo l’ex premier prepara il dittatore a un discorso che dovrà tenere a Cambridge di lì a poco, con l’obiettivo di ridurre l’effetto negativo della strage in Occidente.

«E’ senza vergogna», commenta ora Human Rights Watch per voce di Hugh Williamson, direttore del settore Euroasiatico dell’organizzazione, che su quell’eccidio fece un dossier chiamando in causa le società petrolifere occidentali presenti nell’area. Blair ora si difende in un comunicato che parla di «grosse sfide per i diritti umani» nel Paese ma ne ribadisce «gli enormi progressi».

Il documento, pubblicato dal Telegraph, è stampato su carta intestata dell’«Ufficio di Tony Blair» e si chiude con alcune sue righe scritte a mano, in cui saluta calorosamente: «Non vedo l’ora di incontrarci a Londra!». Allegata, c’è un’intera pagina di testo da aggiungere al discorso per Cambridge. Blair propone a Nazarbayev quelle frasi spiegando che servono ad «affrontare la questione Zhanaozen» nel «modo migliore per i media occidentali », ovvero parlandone, ma aggiungendo, come dice l’allegato: «Ci sono problemi di democrazia e diritti umani essenziali da affrontare. Io comprendo e ascolto ciò che dicono i nostri critici.

Ponete le vostre questioni, sarete ascoltati. Ma dateci credito per l’enorme cambiamento positivo che abbiamo compiuto nel nostro Paese. Dobbiamo andare avanti un passo alla volta». Un passo alla volta, con l’unico presidente mai avuto dalla fine dell’era sovietica (rieletto proprio nel 2011 con il 96% dei consensi e molti sospetti sulla regolarità del voto) il Kazakhstan è giudicato ancora adesso, nel dossier annuale di Human Rights Watch , con una situazione dei diritti umani «in continuo deterioramento».

La lettera è un concentrato di trucchi da politici navigati: con quel discorso a Cambridge Nazarbayev si conquistò non pochi titoli dei giornali sul leader «visionario » che aveva migliorato il suo Paese. Con il Kazakhstan Blair guadagna circa sette milioni di sterline l’anno, tramite la sua Tony Blair Associates, per consulenze governative sulle riforme. Sua moglie Cherie è da poco approdata anche lei ad Astana con la sua società legale “Omnia Strategy”: sta revisionando tutti i trattati bilaterali d’investimento per il ministero della Giustizia kazako e la prima parte del lavoro, secondo il Telegraph , è costata 120mila sterline.

Ma questo è il meno. Blair ha ormai una quantità di consulenze varie sia direttamente che per conto di aziende e banche come la J. P. Morgan. Ha rapporti con Mongolia, Kuwait, Emirati Arabi Uniti, Colombia, Albania. I giornali inglesi calcolano un patrimonio personale arrivato a circa 125 milioni, in euro. In giugno, un gruppo di politici ed ex ambasciatori inglesi si è unito per accusarlo di mischiare gli affari con la politica, continuando coprire il ruolo pubblico di inviato per il Medio Oriente. Che almeno lasciasse quell’incarico, chiedono.

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