Tonfo Pop Milano: aumento di capitale rischia di saltare

9 Maggio 2013, di Redazione Wall Street Italia

MILANO (WSI) – Andrea Bonomi, il numero uno della Popolare di Milano, è pronto a mettere nel cassetto il progetto di trasformare la società di Piazza Meda in una Spa. E le voci in tal senso gelano il titolo Bpm a Piazza Affari.

L’azione della banca milanese, alla vigilia del consiglio di gestione che potrebbe fare chiarezza sul piano, fatica a entrare in contrattazione e quando ciò accade il rosso supera gli otto punti percentuali. Sostenuti i volumi: in pochi minuti sono passati di mano circa 32 milioni di titoli, oltre la metà della media di un’intera giornata negli ultimi 30 giorni.

Non è ancora stata ufficializzata la scelta di accantonare il progetto che aveva fatto scattare al rialzo le quotazioni di Bpm, ma la decisione starebbe maturando in queste ore e allo studio dei vertici ci sono soluzioni intermedie non meglio precisate.

La scelta di eliminare la questione dall’ordine del giorno dell’assemblea del prossimo mese sarebbe anche da legare alla convenienza di non trasformare quel voto in una sorta di ‘referendum’ sui vertici dell’istituto, che potrebbero uscirne gravemente indeboliti. Anche perché in quell’occasione si dovrà rendere possibile un aumento di capitala da mezzo miliardo per restituire i Tremondi bond e rafforzare il patrimonio di Piazza Meda in linea con i dettami di Bankitalia.

Legare questa operazione – che dovrebbe realizzarsi in autunno – al progetto di governance sarebbe troppo rischioso, anche perché la tensione è già montata con la bocciatura a furor di popolo del voto a distanza nell’assemblea di fine aprile. A dimostrazione di come i soci – e i sindacati interni – siano in pressing sul vertice.

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