Tonfo delle Borse asiatiche. Timori su implosione euro

10 Novembre 2011, di Redazione Wall Street Italia

Bangkok – Listini asiatici in forte calo in giornata, dopo i timori che il forte aumento del costo del prestito per la terza più grande economia d’Europa, l’Italia, possa costringere il paese a richiedere aiuti, mettendo dunque pressione alle finanze del Blocco e aumentano il rischio di una rottura dell’Unione monetaria. Euro a $1,3539.

In giornata l’Italia venderà titoli per €5 miliardi, dopo che nella giornata di ieri il rendimento sui decennali aveva superato nettamente il 7%, livello che aveva costretto Grecia, Irlanda e Portogallo a richiedere aiuti.

Nonostante il costo del prestito per la terza più grande economia dell’area sia cresciuto a livelli che gli economisti giudicano insostenibile, dall’eurozona arrivano voci secondo cui “non sono sul tavolo aiuti finanziari”. “Dovranno dimostrare da soli che i rendimenti non sono giustificati, perché effettivamente non lo sono”.

Secondo quanto riportato da una fonte interna al partito del Cancelliere tedesco Angela Merkel, la prossima settimana verrà adottata una mozione per consentire agli stati membri dell’euro di abbandonare l’area. Nel mentre annuncia che la situazione attuale dell’Europa e “sgradevole” e chiama a profondi cambiamenti.

In merito alle indiscrezioni che Francia e Germania starebbero pensando alla possibilità di formare un’area euro più ristretta, formata da stati membri più stabili, il Presidente della Commissione europea Barroso ha risposto che tale scelta avrebbe costi ingenti per l’intero continente e l’economia globale.

Arrivano le parole anche di Juncker, presidente dell’Eurogruppo, che ha dice di approvare gli sforzi fatti dal Portogallo mentre “Italia deve dimostrare di più”. Van Rompuy, Presidente del Consiglio d’Europa, ha ricordato che l’Unione europea è “determinata” ad assicurare la stabilità finanziaria dell’eurozona.

Oltre alle notizie dall’Europa, in Asia si guarda anche al calo del dato giapponese sugli ordini di macchinari e all’andamento delle esportazioni cinesi, seppur in forte crescita a un ritmo nettamente inferiore al solito.

Nella giornata di ieri l’indice azionario Usa Standard & Poor’s 500 ha registrato il calo più forte dal 18 agosto e solo un titoli ha registrato un rialzo, il numero minore dal giugno 2010.

A Hong Kong HSBC perde circa l’8,1% dopo che la più grande banca europea ha annunciato minori utili nel terzo trimestre dal comparto investment banking.

Asia: indice Dow Jones Asian Titans in forte calo, del 3,32%. Nikkei (-2,91% in chiusura), Seul (-3,61%), Sydney (-2,35%), Hong Kong (-4,32%), Shanghai (-1,25%), Singapore (-2,83%).

Commodities: poco variati gli energetici, in forte calo i metalli: Wti ($95,72, -0,02%), Brent ($112,28, -0,03%), oro ($1.761,80, -1,66%), argento ($33,935, -1,24%), rame ($3,3565, -1,24%).

Valutario: praticamente stabile la moneta unica sul biglietto verde dopo i forti cali di ieri. Euro contro il dollaro a $1,3539 (-0,04%), contro lo yen giapponese a ¥105,19 (-0,16%), contro il franco svizzero a CHF 1,2352 (+0,32%), contro la sterlina a GBP 0,8495 (-0,13%). Dollaro/yen a ¥77,70 (-0,10%).

Futures sull’indice S&P500 in leggero calo, di 1,5 punti (-0,12%) a 1.224,00. Rendimenti dei Treasury a 10 anni su di 2 punti base all’1,981%.

“L’aspetto dell’eurozona è orribile”, ha detto al Wall Street Journal Justin Gallagher, di RBS a Sydeney. “L’Italia è l’elefante i suoi bond che schizzano sopra rendimenti del 7% rappresentano un profondo shock”.

“Il mercato continuerà a concentrare l’attenzione sull’Italia”, ha detto a Bloomberg Scott Wren, strategista senior nell’azionario per Wells Fargo Advisors LLC. “Tantissime persone hanno detto che quel 7% raggiunto rappresenta una linea importante e adesso potremo essere solo agli inizi. L’Italia ha tonnellate di debito da rifinanziare il prossimo anno, dunque credo che a breve assisteremo a una qualche soluzione”.