Tokyo:Cellulari è l’era della portabilità autonoma

25 Ottobre 2006, di Redazione Wall Street Italia

Rivoluzione telefonica senza esclusione di colpi per i possessori dei 94 milioni di cellulari esistenti in Giappone: da oggi ogni utente ha l’effettiva possibilità di mantenere il suo numero indipendentemente dal gestore. L’innovazione scatena la concorrenza fra le maggiori imprese del settore, a cominciare da Softbank (ex Vodafone), che lancia una tariffa basilare unica di 2.880 yen mensili (circa 20 euro), comprendente telefonate gratuite fra i suoi utenti in ampie fasce della giornata. Softbank detiene il 16 per cento del mercato di cellulari rispetto al 56 per cento di Ntt DoCoMo e al 28 per cento di Kddi Au, che preannunciano a loro volta nuove facilitazioni. Sul piano tecnico Ntt già introduce dal mese scorso nuovi telefonini di terza generazione denominati 3,5G, con un’infrastruttura in grado di moltiplicare per dieci le precedenti velocità di trasferimento dei dati. Da parte sua Kddi, insieme con la Sony Ericsson fornitrice del programma di filesharing, introduce un nuovo telefonino con una capacità di MP3 tripla rispetto agli altri sul mercato (30 ore per carica, corrispondenti a circa 630 brani di musica leggera). Già dall’inizio di settembre le tre maggiori imprese cominciano ad accettare sottoscrizioni per il cambio di gestore, ma secondo gli esperti almeno nei primi tempi non dovrebbero esservi grandi spostamenti nelle attuali percentuali di utenza. E’ infatti possibile che la mossa di Softbank sia seguita a breve da simili iniziative delle due concorrenti, le cui tariffe basilari di abbonamento si aggirano ora sui 5mila yen mensili (circa 35 euro). Il primo a introdurre la number portability è nel 1997 Singapore, seguito da una ventina di altri Paesi. fra cui, in Europa, Olanda e Norvegia.