TOKYO DEBOLE, VENDITE AL DETTAGLIO CROLLANO A MINIMO DA 7 ANNI

27 Marzo 2009, di Redazione Wall Street Italia

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– La Borsa di Tokyo ha chiuso in leggero ribasso la seduta odierna. L’indice Nikkei dei 225 titoli guida ha perso 9,36 punti, pari allo 0,11 per cento, scendendo a 8.626,97 punti. La mattinata era stata segnata da un netto aumento, con un +0,96 per cento al termine della pausa. Dal Giappone arriva anche la notizia, preoccupante, che i prezzi al consumo sono rimasti immobili in febbraio e le vendite al dettaglio sono crollate (-5,8% contro le previsioni di un -3%) toccando un picco da sette anni.

Un segnale che il ritorno della deflazione potrebbe aggravare la fase di recessione. La seconda economia mondiale fa i conti con un export che cade a precipizio, a livelli mai visti prima, e che spinge le aziende a tagliare posti di lavoro e retribuzioni. Risultato: le famiglie vedono fortemente ridotto il potere d’acquisto come non era mai accaduto nel secondo dopoguerra. E con i tassi allo 0,1% il margine di manovra della Banca centrale è ridotto a meno di nulla.

In ribasso anche il prezzo del petrolio greggio in Asia, dopo il rialzo di ieri. Nel dopomercato elettronico che fa riferimento al Nymex, la Borsa merci di New York, a Singapore il greggio “light sweet” per consegna a maggio è stato trattato a mezzogiorno, ora locale, a 53,82 dollari a barile, con un ribasso di 0,52 dollari sulle quotazioni di giovedì sera a New York, dove al termine della giornata aveva guadagnato 1,57 dollari salendo a 54,34 dollari a barile. (Al.An.)

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Il fronte delle garanzie, allo studio anche come tandem Cdp-Sace, ha infine grandi potenzialità perché riduce i rischi degli attivi delle banche ed è complementare alle iniezioni di liquidità. È in corso di valutazione l’opportunità di attivare presso la Cassa una linea di firma Sace a garanzia di quota parte del rischio di credito delle Pmi, con vocazione all’export o che vantino credito verso la PA.

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