Tobin Tax: accordo preventivo. Tasse su azioni e derivati, le aliquote Ue

9 Dicembre 2015, di Mariangela Tessa

NEW YORK (WSI) – Un primo passo concreto verso la Tobin Tax e’ stato fatto con i Paesi della cooperazione rafforzata (Austria, Belgio, Francia, Germania, Grecia, Italia, Portogallo, Slovacchia, Slovenia e Spagna), diventati dieci perché l’Estonia si è chiamata fuori, che hanno trovato un accordo sui principi generali per l’instaurazione di una tassa sulle transazioni finanziarie.

L’Estonia, ha deciso di ritirarsi poiche’ come ha spiegato il ministro Sven Sester il testo concordato è lontano dagli obiettivi iniziali degli 11.

Si tratta di un primo passo, al quale dovranno seguire i dettagli per arrivare a un testo legale condiviso entro giugno 2016. “Spero che un accordo sui dettagli tecnici possa essere trovato entro la prima metà dell’anno prossimo”, ha detto stamani il commissario Ue agli Affari economici e finanziari, Pierre Moscovici.

Venendo ai contenuti dell’accordo odierno, secondo quanto riporta il Sole 24 Ore- Radiocor, “Tutte le transazioni in azioni di societa’ quotate incluse quelle che avvengono in una singola giornata saranno tassate. Potrebbe esserci una esenzione ristretta per l’attivita’ di ‘market making’. Per i derivati varranno i principi cumulate della residenza e dell’emissione, la base sara’ piu’ ampia possibile e i tassi saranno bassi, garantendo che non ci sia alcun impatto sui costi dei finanziamenti del debito sovrano, non ci sara’ alcuna esenzione per il ‘market making'”

Entrando più dettaglio, si legge nell’articolo del Sole 24 Ore Radiocor: “Nella proposta della Commissione le aliquote previste sono molto basse: 0,1% per azioni e obbligazioni, quote di fondi comuni d’investimento, strumenti del mercato monetario, operazioni di vendita con patto di riacquisto e contratti di concessione di titoli in prestito; 0,01% per i derivati. I calcoli comunitari indicavano una raccolta di 30-35 miliardi pari all’1% delle entrate fiscali degli Stati partecipanti (il conto riguarda gli 11 paesi).

Allo scopo di proteggere l’economia reale, sono escluse dalla tassa le attivita’ finanziarie quotidiane dei cittadini e delle imprese (contratti assicurativi, mutui ipotecari e prestiti alle imprese, operazioni su carte di credito, servizi di pagamento, depositi, operazioni su valute a pronti), non saranno tassate la raccolta di capitali (ossia emissione primaria di azioni e obbligazioni, quote di fondi comuni d’investimento) ne’ talune operazioni di ristrutturazione. Sono inoltre esenti le operazioni finanziarie effettuate con la Banca centrale europea e con l’Eropean Stability Mechanism”.

Fonte: Il Sole 24 Ore-Radiocor