TISCALI: SORU NON ESCE. RIBASSO TEORICO -31%

15 Ottobre 2009, di Redazione Wall Street Italia

Soru smentisce vendita azioni Tiscali, svanisce illusione ottica15/10/2009
Ribasso teorico del 31,3% a 1,2090 euro per Tiscali, dopo l’ennesima fiammata di ieri, e stesso segno negativo, -6,30% a 2,155, per il diritto a partecipare all’aumento di capitale. Ieri l’azione era balzata del 75%, ancora sotto l’effetto allucinogeno dell’aumento di capitale e ancora con un prezzo disallineato al valore dei diritti.

Ma oggi Renato Soru ha riportato tutti con i piedi per terra, smentendo l’ipotesi speculativa di un alleggerimento della sua posizione nel capitale della società, della quale detiene una quota di riferimento del 18%, nell’ambito dell’operazione di aumento di capitale in corso: “è priva di ogni fondamento”, ha detto il fondatore dell’Isp sardo.

Peraltro, già durante la presentazione del nuovo piano industriale, Soru aveva preso l’impegno di sottoscrivere pro quota l’aumento di capitale da 180 milioni di euro di Tiscali. Dovrà sborsare 36 milioni di euro. Di questi però 30 milioni verranno dalla rinuncia a un credito di Andalas, società dello stesso Soru, nei confronti del gruppo sardo.

Per un trader l’andamento del titolo Tiscali resta condizionato solo da movimenti tecnici, “indiscrezioni e smentite non influenzano, in questa fase. Gli occhi sono sull’aumento di capitale” partito lunedì 12 ottobre nell’ambito del piano di ristrutturazione finalizzato alla riduzione del debito netto del gruppo, che era pari a 601 milioni di euro a fine 2008 e a 415 milioni a fine agosto 2009.

L’aumento di capitale prevede l’emissione di 1,8 miliardi di nuove azioni da sottoscrivere nel rapporto di 643 nuove azioni ogni 22 azioni possedute a 0,10 euro ciascuna. Alle nuove azioni sono abbinati anche dei warrant gratuiti che danno il diritto di sottoscrivere, fino al 15 dicembre 2014, azioni Tiscali nel rapporto di 1 azione ogni 20 warrant a 0,80 euro ciascuna. In teoria, in caso di integrale esercizio dei warrant, Tiscali raccoglierebbe altri 720 milioni.

“Il prezzo di emissione delle nuove azioni, appunto 0,10 euro, è molto più basso del prezzo di Tiscali prima dell’aumento: 3,81 euro”, osserva un analista di una sim milanese. “La conseguenza è che, partito l’aumento di capitale, la capitalizzazione delle vecchie azioni rappresenta solo il 6% circa della capitalizzazione prima dell’inizio dell’operazione”.

“Al momento l’andamento sul mercato delle quotazioni dell’azione e dei diritti rende più conveniente comprare i diritti d’opzione e aderire all’aumento di capitale, piuttosto che acquistare le azioni direttamente sul mercato”, continua l’esperto che, anche dopo la presentazione del piano industriale 2009-2013, mantiene un giudizio cauto sull’azione Tiscali con un target price a 0,13 euro post aumento di capitale.

“Secondo noi i prezzi di Borsa del primo giorno dell’aumento di capitale, che hanno oscillato tra 0,60 e 1,13 euro, non riflettono il reale valore dell’azienda dopo la ricapitalizzazione, bensì gli effetti tecnici dell’operazione”, nota l’analista. “Anche se ci riferiamo al prezzo dell’azione: 0,17 euro derivante dall’acquisto dei diritti di opzione e dall’adesione all’aumento di capitale, il rapporto EV/Ebitda 2009 di Tiscali sarebbe pari a 9,7, un multiplo circa doppio rispetto a Telecom Italia: 4,6 volte e a Fastweb: 5,2 volte. Ne deriva che il titolo rimane molto caro sia in termini assoluti sia rispetto ai multipli del settore”.