TISCALI: SALE +4%, SORU CONTRO LA SPECULAZIONE

21 Gennaio 2004, di Redazione Wall Street Italia

Tiscali in luce a Piazza Affari, con un rialzo del 4,11% a 5,5 euro tra scambi molto intensi, mentre il patron del gruppo sardo, Renato Soru, ha preannunciato in un’intervista al ‘Sole 24 Ore’ battaglia alla speculazione che ha recentemente colpito il titolo.

Il presidente del gruppo, che vorrebbe raddoppiare i ricavi nel 2004 (non è però ancora un target ufficiale per la società), anticipa un incremento del 20% dei ricavi nell’ultimo trimestre, una crescita dei clienti nell’Adsl a ritmi di 30 mila nuove unità per settimana in questo inizio anno e conferma l’obiettivo di flussi di cassa positivi dalla metà del 2004.

Esclusi nuovi bond, dopo il parziale riacquisto delle obbligazioni per 150 milioni di euro. “La cassa che abbiamo è sufficiente per finanziare la crescita – dichiara Soru al ‘Sole’ -. La nostra posizione finanziaria netta è negativa per oltre 230 milioni di euro. Ma questo dato comprende anche il prestito convertibile di 200 milioni (scadenza settembre 2006). Se ipotizziamo la conversione del prestito, parte in azioni e parte liquidità, l’indebitamento scenderebbe – rispetto ai prezzi di ieri – a 80 milioni di euro”.

“Non abbiamo nuovi bond in agenda”, precisa poi. Circa i recenti ‘tourbillon’ del titolo in Borsa, con un calo di oltre il 7% del titolo venerdì sui rumor di problemi contabili e di certificazione, “il sistema oggi non è in grado di proteggere società quotate e risparmiatori – dice Soru – da quei professionisti di Borsa che sfruttano i momenti di debolezza e tensione del mercato, come l’attuale, per far crollare le quotazioni dei titoli facendo circolare rumor infondati”.

“In Borsa non è tutto marcio – afferma poi il presidente Tiscali -. Manca una protezione per quelle aziende che in modo lecito provano a crescere. Non ci sono adeguati strumenti per tutelarsi da quegli speculatori che sfruttano i momenti di debolezza e isteria del mercato”. Gli scambi delle Tiscali sul Nuovo Mercato hanno raggiunto intanto in circa due ore di contrattazioni i 12 milioni di pezzi, dopo gli 11 milioni di azioni scambiate nell’intera giornata della vigilia e il boom di volumi di lunedì, quando sono passati di mano oltre 47 milioni di titoli.