TIM, 5G e tecnologia al Giro d’Italia

27 Ottobre 2020, di Redazione

TIM, una giornata al Giro d’Italia tra 5G e tecnologia

Seguire la cronometro finale del Giro d’Italia come se fossimo stati al fianco dei corridori, il tutto attraverso uno smartphone 5G (e con le dovute precauzioni in ottica Covid): TIM è stata protagonista alla tappa finale del Giro d’Italia 2020 concluso ieri a Milano, attraverso la postazione allestita all’Open Village in Piazza Castello in occasione della conclusione della tappa finale di un Giro che ha visto Tao Geoghegan Hart aggiudicarsi la Maglia Rosa, secondo inglese dopo Chris Froome.

 

Il 5G di TIM, le riprese a 360° e l’”immersione” nella crono

Nel corso della giornata finale del Giro, TIM, attraverso la propria connessione 5G e le speciali riprese effettuate con telecamere a 360° in grado di consentire una completa “immersione” nella crono che da Cernusco sul Naviglio ha portato i corridori al traguardo di Piazza Duomo, ha fatto sì che gli ospiti dell’Open Village potessero vivere una esperienza unica nel proprio genere. Armati di mascherina, gli appassionati presenti hanno potuto vivere la vittoria di Hart come se accompagnassero il ciclista inglese, mentre i droni condividevano le immagini in diretta sulla RAI.

Tutto ciò è stato possibile appunto grazie all’azione approntata da TIM, che ha “alimentato” il tutto grazie alla propria rete 5G. Una rete all’avanguardia a livello europeo, basti pensare che su questo tema l’azienda di Corso d’Italia ha raggiunto importanti risultati, come il nuovo record europeo di velocità della rete, superando recentemente i 4 gigabit al secondo: un primato raggiunto con la collaborazione di Ericsson e Qualcomm, dopo la realizzazione, a Torino, della prima rete 5G in Italia e il supporto alla prima videochiamata 5G, messa a punto a Roma.

 

Non solo 5G: in mostra innovazione, tecnologia ed un esoscheletro

Nel presentare la propria rete 5G, TIM non si è limitata ad accompagnare gli appassionati nel vivere la vittoria di Hart come se fossero a fianco del corridore britannico, ma ha presentato alcune interessanti tecnologie, potenzialmente destinate ad una ricaduta positiva sulla vita di tutti giorni di ciascuno di noi. Tra esse, spicca la presentazione dell’esoscheletro MATE, di Comau: un vero e proprio “abito meccanico” che supporta i lavoratori, in un contesto sempre più aperto verso smart working e didattica online, nel migliorare l’ergonomia della propria postazione lavorativa domestica, ma anche in diversi settori (come edilizia o agricoltura) dove lo smart working non è poi così praticabile.

 

TIM Home Doctor, un occhio di riguardo alla salute

Tra le soluzioni presentate nella postazione in Piazza Castello, decisamente degna di nota è TIM Home Doctor, una applicazione per smartphone realizzata per il monitoraggio della propria salute. Comunicando con i più comuni dispositivi indossabili, come smartwatch, frequenzimetri e indumenti hi-tech come magliette appositamente sviluppate, la app permette il controllo dei parametri fisiologici della persona, come la temperatura corporea, l’eventuale insorgere della febbre o la frequenza cardiaca. I dati raccolti possono essere inviati a figure professionali e medici, in grado di garantire alla persona il supporto necessario in caso di particolari necessità.

 

TIM, continua l’impegno per una rete 5G capillare e inclusiva

Per TIM, l’utilizzo e la disponibilità di una rete 5G in grado di coprire efficacemente il territorio nazionale non è dunque un impegno volto solo all’implementazione di una rete di comunicazione efficace, ma di una rete che possa supportare gli italiani non solo in ambito telefonia e navigazione web, ma anche in termini di utilizzo e supporto ad altri settori, come appunto personal healthcare e soluzioni per il benessere psico-fisico delle persone.

E’ stato notevole, in tal senso, l’impegno di TIM nella copertura del territorio nazionale, con oltre 4.700 comuni italiani raggiunti dalla banda ultralarga TIM, di cui 2.700 negli ultimi sei mesi. Un tema questo di significativa importanza considerando il cosiddetto digital divide che “affligge” ampie zone del nostro Paese, e che di fatto “separa” in due parti l’Italia, quella delle aree più metropolitane e quelle aree più lontane dalle grandi città, spesso neanche raggiunte da una connessione (le cosidette aree bianche) a causa della scarsa profittabilità della realizzazione di una rete internet. Proprio su questo, come dichiarato dallo stesso AD TIM, Luigi Gubitosi, l’impegno di TIM è quello di continuare a lavorare “su questa strada, nell’interesse di cittadini, clienti e istituzioni con l’obiettivo di chiudere definitivamente il divario digitale nel nostro Paese, per contribuire a chiudere anche il divario nelle competenze digitali”.