TFR, BOCCONI DENUNCIA I LIMITI DELL’OFFERTA

19 Aprile 2007, di Redazione Wall Street Italia

(9Colonne) – Milano, 19 apr – Un’offerta di prodotti di previdenza complementare ancora poco articolata e strutturata. È questo ciò che emerge dal ‘Rapporto 2006 sulla Previdenza Complementare’ del Pension Forum dell’Università Bocconi presentato oggi. Secondo il Rapporto, ad oggi, 40 operatori offrono fondi aperti (di cui 21 di compagnie di assicurazione, 4 banche, 14 Sgr ed una Sim), 19 propongono PIP (Piani individuali di previdenza) e 22 compagnie presentano entrambi i prodotti. Tra tutti i fondi e i PIP che hanno richiesto l’approvazione da parte del Covip soltanto 8 (su 42 fondi chiusi che l’hanno richiesta), 30 (su 108 fondi aperti) e nessun Pip (su 56), hanno ancora ottenuto l’approvazione di statuti, regolamenti e note informative. “L’offerta di forme pensionistiche è ancora in fase di strutturazione”, afferma Sergio Paci, condirettore del Pension Forum, “così come si evince dall’analisi della gamma dei prodotti, dall’andamento delle approvazioni degli statuti, dei regolamenti e delle note informative da Covip (ancora in fase di completamento) e da quello delle gare di gestione delle linee garantite (la maggior parte ancora non terminate)”. Ad oggi, soltanto 2 gare per la gestione delle linee garantite, dove affluirà il Tfr dei lavoratori dei settori dove esiste un fondo e che non si esprimono sulla scelta, e che devono essere attive per il 1 luglio, sono terminate ed hanno già reso pubblico il vincitore. Inoltre, secondo il rapporto, il settore ha risentito della mancanza di una strutturata campagna di comunicazione istituzionale, al via fra pochi giorni su tutti i media, che incentivi il lavoratore a documentarsi per effettuare consapevolmente la scelta rispetto al proprio Tfr. Anche la promozione di prodotti previdenziali è ancora molto contenuta, l’eccessiva frammentazione con cui si è pervenuti alla realizzazione di un piano normativo non ancora definitivo ha condizionato gli operatori nella definizione di piani di marketing che fornissero driver precisi per scelte di comunicazione di prodotto. Secondo il rapporto, nonostante siano stati emanati degli schemi, permangono delle intrinseche diversità connesse alle caratteristiche strutturali dei prodotti, il che richiede ancora la necessità di un affinamento delle regole.