Test antigenici rapidi, studio: sbagliano in 4 casi su 10, prevalgono falsi negativi

4 Dicembre 2020, di Alberto Battaglia

L’affidabilità dei test antigenici per l’individuazione del Covid-19, tamponi rapidi che si eseguono in ambulatori e farmacie, è stata messa fortemente in dubbio da un nuovo studio italiano sottoposto alla rivista Future Virology e in attesa di revisione.

Secondo l’analisi, condotta dal Centro Ricerche Altamedica di Roma su 332 pazienti, questo test qualitativo sbaglia in quattro casi su dieci, con una forte incidenza di falsi negativi – i casi in cui un soggetto contagioso non viene riconosciuto in sede d’esame.

“La letteratura internazionale già da tempo mette in luce i limiti dei test qualitativi immunocromatografici rapidi”, ha dichiarato il direttore scientifico di Altamedica, Claudio Giorlandino, “la novità di questo studio sta nella assoluta correttezza metodologica che, per primo, ha svelato che i limiti già conosciuti sono in realtà estremamente maggiori”.
Lo studio, infatti, ha ricavato i suoi risultati mettendo a confronto i risultati del test antigenico con quelli del “classico” tampone molecolare RT-qPCR, condotti sugli stessi soggetti.

Test antigenici: il rischio dei falsi negativi

“L’enorme numero di falsi negativi che questi test, eseguiti in farmacia o in piccoli studi o laboratori, produce è pericolosissimo”, ha aggiunto Giorlandino, “perché determina nei soggetti negativi un falso senso di sicurezza che induce ad allentare il rispetto delle misure di prevenzione quali il mantenimento della distanza e il rigido utilizzo di mascherine”.

Al contrario, quasi una persona su due che risulta negativa dal test antigenico “è ancora infettiva”, ha proseguito l’esperto, “con l’effetto controproducente della diffusione del contagio”.
E’ importante chiarire che i test oggetto di questo studio non sono i test rapidi quantitativi eseguiti in laboratorio attraverso metodiche di immunofluorescenza.

Test antigenici, validi solo in condizioni particolari

In conclusione, i test rapidi, data la loro alta inaffidabilità andrebbero relegati “solo in prima linea per la diagnosi di Covid-19, limitatamente al primo controllo di massa in condizioni particolari”, ha affermato il direttore scientifico di Altamedica, “per intercettare immediatamente almeno una parte di altamente positivi dove non è possibile attendere le 12 o 24 ore di un test molecolare che necessita di essere trasportato ed eseguito in laboratorio specializzato”.

Nel dettaglio, ha detto Giorlandino il suo uso dovrebbe essere limitato nei porti ed aeroporti per l’analisi dei soggetti provenienti dall’estero. In caso di esito negativo, non si potrà comunque abbassare la guardia, perché non può essere certi dell’affidabilità del risultato del test.