Tesla sotto tiro, analisti Bernstein: “Musk ha preso un abbaglio”

29 Marzo 2018, di Mariangela Tessa

Continua l’ondata di pessimismo su Tesla. Dopo che ieri John Thompson dell’hedge fund Vilas Capital Management ha detto che il costruttore di auto elettriche ha i giorni contati, è poi toccato alla banca d’affari Bernstein mandare un nuovo messaggio negativo al mercato.

Il tutto mentre il gruppo riscontra problemi e ritardi nella produzione del nuovo Model 3 ed è sotto inchiesta per un incidente mortale occorso a uno dei suoi clienti. L’incidente avvenuto la settimana scorsa in California è costato la vita al guidatore. Le autorità statunitensi vogliono fare chiarezza sul ruolo del sistema di pilota e controllo automatico e soprattutto le cause dell’incendio scoppiato a bordo.

Per gli analisti di Bernstein, che hanno sul gruppo un target price di 265 dollari (- 2,8% rispetto alla chiusura di ieri), l’amministratore delegato Elon Musk si è concentrato troppo sul processo di automazione della produzione. Un passo sbagliato che sta danneggiando la capacità dell’azienda di raggiungere gli obiettivi di produzione di Model 3:

“Elon potrebbe essersi innamorato della cosa sbagliata, ovvero dei robot e dell’automazione”, ha affermato Max Warburton, strategist di Bernstein in un rapporto di ieri, specificando che “una parte consistente della ricerca scientifica sostiene che l’eccessiva automazione è spesso contraria ai principi della produzione snella“, ha detto sempre Warburton.

Ieri intanto le azioni di Tesla hanno subito ieri un calo del 7,7% (- 30% dal record di settembre), portando a – 14,5% le perdite di questa settimana. Anche il prezzo dei junk bond, che maturano nel 2025, è sceso al livello più basso dall’offerta di agosto. Sulla credibilità finanziaria del gruppo pesa anche la scure di Moody’s. L’agenzia di rating ha declassato il giudizio sul gruppo abbassando il Corporate Family Rating (CFR) a B3 da B2. Dopo la decisione, i rendimenti dei bond con scadenza 2025 sono balzati sopra il 7,5% (vedi grafico),

Tesla continua dunque a bruciare miliardi di dollari mentre lotta per mantenere le promesse. La società aveva inizialmente  fissato un target di produzione di 5.000 a settimana per il Model 3 entro la fine del 2017. Target che è stato rivisto al ribasso a 2.500 per il primo trimestre 2018.

I rendimenti dei bond 2025 sono saliti sopra il 7,5% dopo il downgrade di Moody's