Terzo giorno di perdite per listini europei, che temono futuro economia UE

8 Giugno 2010, di Redazione Wall Street Italia

(Teleborsa) – Ancora una sessione di vendite – la terza consecutiva – per le principali borse del Vecchio Continente, che non riescono a mettere in un angolo i timori per il futuro finanziario dell’Unione Europea dopo il crollo della Grecia e il susseguirsi di notizie sconfortanti sullo stato economico di molti paesi dell’UE. Dopo l’allarme sui conti di Spagna, Irlanda, Italia e Portogallo è stata l’Ungheria a auto-denucniare uno stato economico alquanto in bilico, affrettandosi tuttavia a varare una serie di misure per abbassare al 3% il rapporto deficit/PIL. Il report di Fitch sulla manovra necessaria per risanare le finanze pubbliche del Regno Unito, con l’agenzia di rating che ha affermato che il tentativo del paese d’oltremanica di risanare i conti pubblici sarà “formidabile”, ha poi ulteriormente gettato nel panico i mercati, che ora si interrogano su quanto lungo sarà il percorso di ristrutturazione del debito dei vari stati membri dell’UE, sui suoi esiti e, soprattutto, su quanto le misure di asterity via via adottate bloccheranno la già lenta ripresa economica dell’Euro Zona. A poco sono servite le rassicurazioni di Bernanke su un eventuale “double-dip”, la formalizzazione del cosiddetto Euroscudo, e il buon giudizio sui Piani di austerity di Italia, Francia e Germania espresso dal Presidente dell’Eurogruppo, Jean Claude Juncker, e ribadito dal Commissario europeo per gli Affari economici e monetari, Olli Rehn. Scarso aiuto è inoltre giunto oltreoceano da Wall Street, che oggi ha deciso di andare in altalena. In controtrend l’euro, che guadagna un po’ di punti nei confronti del dollaro grazie a qualche ricopertura. Il cross euro/dollaro viaggia ora a 1,1983 usd. In trading range il prezzo del petrolio, con il barile sul Light Crude a 71,97 dollari. A livello settoriale pioggia di vendite sugli energetici, con l’ennesimo tracollo della BP dopo che Obama ha fatto la voce grossa in merito al disastro ecologico nel Golfo del Messico. In forte rosso anche i retail con Tesco in luce dopo l’improvviso addio dello storico AD. Segno più solo per gli alimentari. Tra gli euroindici la maglia nera va a Madrid che termina con un calo dell’1,43% a 8.669 punti. Seguono Parigi -0,98% a 3.380, Bruxelles -0,88% a 2.390, Amsterdam -0,85% a 314, Londra -0,81% a 5.028, Zurigo -0,81% a 6.240 e Francoforte -0,62% a 5.868.