Turchia abbatte caccia russo. Putin: “pugnalata alla schiena”. Punto di non ritorno?

24 Novembre 2015, di Laura Naka Antonelli

NEW YORK (WSI) – Alert globale sui viaggi lanciato dagli Usa, abbattimento di un aereo militare russo dalla Turchia e caccia ai terroristi coinvolti negli attentati di Parigi.

Tensioni geopolitiche al massimo, in particolare dopo la diffusione della notizia di un caccia russo abbattuto da aerei militari turchi per violazione dello spazio aereo di Ankara. Lo ha confermato lo stesso ministero della Difesa di Mosca, citato da Ria Novosti.

Mosca ribatte affermando che non ci sarebbe stata alcuna violazione dello spazio aereo turco da parte del caccia russo, un jet Su-24, che “presumibilmente” sarebbe stato attaccato da terra. “L’incidente è molto grave” ha fatto sapere il Cremlino.

Il momento della caduta è stato ripreso dalla televisione Haberturk. Il caccia russo è precipitato nel territorio siriano nel villaggio di Yamadi, nell’area di Latakia e i due piloti sarebbero riusciti – secondo fonti della Cnn della Turchia – a salvarsi, lanciandosi con il paracadute.

Tuttavia, uno è stato catturato dalle milizie turche anti-Assad nel nord della Siria, mentre l’altro risulta ancora disperso.

L’abbattimento dell’aereo russo da parte della Turchia è un punto di non ritorno? Così Gabriele Crescente, giornalista di Internazionale:

“Molto dipenderà dalla reazione russa. Mosca ha smentito la versione della Turchia, sostenendo di avere le prove che il suo aereo non aveva violato lo spazio aereo turco, e il presidente russo Vladimir Putin ha definito l’abbattimento “una pugnalata nella schiena da parte dei complici dei terroristi”. La Russia ha tutto l’interesse a minimizzare l’accaduto e cercare di salvare il disgelo. Ma anche in questo caso l’orgoglio nazionale e la paura di perdere la faccia non vanno sottovalutati. Inoltre il ritorno delle tensioni in Ucraina e l’indiscrezione secondo cui i paesi occidentali avrebbero intenzione di prolungare di altri sei mesi le sanzioni contro la Russia in scadenza a gennaio potrebbero convincere il Cremlino che non ha molto da perdere. In ogni caso la prospettiva di una soluzione al conflitto siriano, che le trattative di Vienna sembravano aver avvicinato, appare più distante che mai. Dopo la violazione di questa soglia simbolica, che i più ottimisti pensavano non sarebbe mai stata raggiunta, nessuno scenario può più essere escluso a priori”.

Alert globale sui viaggi intanto: a lanciarlo sono gli Usa, dopo l’escalation dei timori sul terrorismo dovuta alimentata dagli attentati di Parigi. L’allarme è arrivato dal dipartimento di Stato americano, sulla scia di informazioni secondo cui l’Isis, Al Qaeda, Boko Haram e altri gruppi terroristici starebbero continuando a pianificare attacchi terroristici in diverse aree, ricorrendo a “un’ampia varietà di tattiche”.

Le autorità Usa, stando a quanto riporta Fox News , ritengono che la probabilità di attentati continuerà a essere ben presente, soprattutto a causa del ritorno dei ‘foreign fighters’ dalla Siria e dall’Iraq, ma anche per la minaccia che “persone non affiliate” pianifichino attacchi prendendo ispirazione dalle principali organizzazioni terroristiche.

Di conseguenza, scrive il dipartimento di Stato Usa:

I cittadini americani dovrebbero “essere vigili quando si trovano in posti pubblici o utilizzano mezzi di trasporto” e dovrebbero anche “evitare di trovarsi in mezzo a grandi folle o in siti affollati”.

Si consiglia di adottare prudenza soprattutto durante la stagione delle festività natalizie, e in occasione di eventi particolari.

L’alert globale scade il 24 febbraio del 2016. Così un funzionario del dipartimento di Stato Usa a Fox News:

“Vogliamo che gli americani continuino a viaggiare, ma con una maggiore vigilanza”