TERRORISMO E COMPLOTTI: UCCISO IL CAPO DELLA FEDERAL RESERVE RUSSA

28 Novembre 2009, di Redazione Wall Street Italia

Boris Yevstratikov, capo della Rosreserve, la Federal Reserve russa, e’ morto nell’incidente ferroviario che ha coinvolto il treno Mosca-San Pietroburgo e che gli inquirenti sostengono sia stato causato da un attentato. Yevstratikov era stato nominato a marzo.

Se Yevstratikov sia rimasto vittima involontariamente o se fosse il target esatto dei terroristi, non e’ ancora dato sapere. La notizia, dal nostro punto di vista, riducendo di 1 milione di volte le implicazioni e fatti i debiti paragoni, ha questa portata: e’ come se sul treno Washington-New York dell’Amtrack fosse morto in un attentato terroristico il presidente della Federal Reserve Usa Ben Bernanke.

La morte di Yevstratikov non avra’ implicazioni per i mercati finanziari, anche se il rublo e la borsa di Mosca saranno probabilmente shortati dai broker delle grandi banche internazionali. Resta il fatto che i cospirazionisti sono gia’ in allerta per segnalare che, con questo episodio, tutto si tiene e il cerchio si chiude:

1) Notizia sul possibile default di Dubai mercoledi’ 25 notte. 2) il Dubai possiede una quota di Euronext, borsa di Londra. 3) Giovedi’ 26 Wall Street chiusa per Thansgiving. 4) giovedi’ la Borsa di Londra e’ stata chiusa straordinariamente per 3 ore e mezza per “problemi tecnici”. 5) Venerdi’ 27 mattina il NYSE emana un ordine che da’ alla borsa di New York la facolta’ di sospendere gli scambi in caso di volatilita’ e turbolenza. 6) Venerdi’ 27 sera viene ucciso con una bomba su un treno il presidente della Federal Reserve di Mosca.

Tutti questi episodi sono ovviamente scollegati, solo qualche visionario potrebbe “unire i puntini” sostenendo che c’e’ un disegno preciso. Ma grazie a internet qualche blogger (ovunque nel mondo) non perdera’ l’occasione per sostenere un simile teorema. Anche per questo nelle sale trading degli hedge fund di Manhattan insegnano pure ai ragazzi appena assunti di non essere mai long in un weekend di 4 giorni come questo. Vedremo come sara’ posizionato il denaro istituzionale lunedi’ alla riapertura delle borse, dando per scontata una volatilita’ abnorme (eventualmente nei due sensi).

Per l’attentato in Russia il danno collaterale e l’effetto implicito sono che i terroristi (forse ceceni – vedi sotto) hanno assassinato il governatore della Federal Reserve di un paese del G8 con forti interessi nella finanza, negli equilibri militari ed energetici mondiali. Nel frattempo la Casa Bianca ha emesso un report in seguito all’attentato al treno russo, tramite il portavoce di Barack Obama, Robert Gibbs, senza pero’ andare al di la’ del generico cordoglio per la perdita di vite umane. Per ora.

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Il capo della Federal Security Service (FSB, ex KGB) cioe’ i servizi segreti di Mosca, Alexander Bortnikov, ha gia’ consegnato un rapporto al presidente russo Dmitry Medvedev confermando che a far deragliare il treno alle 9.37pm ora locale di venerdi’ sera e’ stata un’esplosione causata dall’equivalente di 7 chili di tritolo (TNT). Medvedev ha ordinato a Bortnikov e al Procuratore Generale Yuri Chaika di investigare sulle cause del disastro.

Secondo quanto risulta a Wall Street Italia, fonti del contro-terrorismo confermano che lo stesso treno, il Nevsky Express, e’ stato gia’ target di attentati terroristici. E’ un convoglio utilizzato da alti funzionari di stato, neo-miliardari e tycoon russi di vario tipo che fanno i pendolari in carrozze di lusso tra Mosca e San Pietroburgo, le due piu’ importanti citta’ della Russia. Lo stesso treno fu colpito nel 2007 da gruppi terroristi della Caucasia del Nord legati ad al Qaeda, in crescita – secondo le nostre fonti – sia in Russia che altrove e non solo in Chechnya ma anche in Dagestan, Ingushetia e Kabardino-Balkaria.

Segnaliamo inoltre che proprio ieri il comandante della task-force anti-terrorismo del ministero dell’interno del Dagestan (in sigla SOBR) e’ stato assassinato e una bomba di alto potenziale e’ esplosa vicino al binario sud del treno che va Makhachkala. Una seconda bomba e’ stata scoperta in prossimita’ di uno dei maggiori condotti petroliferi della zona. Infine sempre ieri in Kabardino-Balkaria, la polizia che arrestava un sospetto e’ stata presa di mira da raffiche di mitra.

Oggi è apparsa su un blog ultranazionalista la dichiarazione di un sedicente gruppo «Combat 18» che rivendica la responsabilità dell’incidente ferroviario e annuncia nuovi attentati. Per ora gli investigatori non hanno commentato. «Noi militanti del gruppo autonomo Combat 18 – si legge nel testo – rivendichiamo la responsabilità per l’esplosione del treno Nievski Express. Ci saranno altre azioni in futuro. È giunta l’ora. Noi dichiariamo che la guerra toccherà ogni uomo della strada, in questa guerra non ci possono essere né persone estranee né vittime innocenti, ci sono solo i nostri sostenitori e i nostri nemici». Il gruppo «Combat 18» aveva rivendicato via internet anche l’esplosivo ritrovato il 14 novembre scorso in un vagone della metro di San Pietroburgo: era avvolto in un sacchetto di plastica con una svastica. Secondo gli investigatori, si trattava di falso esplosivo.

Nel primo pomeriggio di sabato un allarme bomba è scattato alla stazione ferroviaria Kievskaia di Mosca, una delle più grandi e frequentate della capitale russa. Come ha riferito la radio Eco di Mosca, sono in corso controlli da parte degli artificieri, e i responsabili dello scalo hanno invitato la gente con gli altoparlanti ad abbandonare la stazione.

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aggiornamento (2 dicembre 2009)

Mosca – Un gruppo islamico del Caucaso ha rivendicato oggi su un sito l’attentato al treno Nievski Express di venerdì sera in Russia che ha provocato 26 morti e una novantina di feriti.

L’attentato al treno L’attentato al treno Nievski Express del 28 novembre scorso è stato rivendicato dal sedicente quartier generale delle forze armate dell’Emirato del Caucaso attraverso una lettera pubblicata dal sito Kavkazcenter.com, usato normalmente in passato dalla guerriglia cecena per assumersi la responsabilità delle sue azioni.

La rivendicazione dell’attacco Il gruppo, già noto, dichiara di aver condotto l’operazione nell’ambito di un programma di atti di sabotaggio pianificati all’inizio dell’anno e già mesi a segno con successo contro vari obiettivi strategici della ‘Rusnya’ (un modo dispregiativo di chiamare la Russia, ndr), in base agli ordini del capo dell’Emirato del Caucaso Dokka Umarov. Nel comunicato si ricorda che la scorsa primavera era stato deciso di trasferire la guerra di sabotaggio nel territorio della Rusnya, tra cui attacchi potenti alle infrastrutture degli occupanti del Caucaso. “Oggi effettuiamo operazioni di sabotaggio alle linee elettriche, ai gasdotti e agli oleodotti. Molte delle operazioni sono in fase di preparazione”, annuncia il gruppo terrorista.

L’obiettivo dei ceceni L’obiettivo annunciato è diffondere la jihad in Russia “per minare la sua economia: così la Rusnya non avrà l’opportunità di usare il Caucaso come base delle sue materie prime”. Nel comunicato si sottolinea che il treno che ha subito l’attentato è usato principalmente da alti dirigenti della “Rusnya” (ne sono rimasti uccisi due, ndr) e che le autorità hanno tentato di sostenere inizialmente la tesi dell’incidente. La guerriglia annuncia infine che non considererà la popolazione civile russa come suo obiettivo primario ma si riserva il diritto di condurre adeguate operazioni contro di essa finché la laeadership non cesserà di uccidere i musulmani innocenti dell’Emirato del Cacaso e finché non finiranno le attività degli “squadroni della morte”.