Terra gratis a chi si trasferisce nell’estremo Est di questo paese

4 Maggio 2016, di Alberto Battaglia

La paura di fondo è una delle più radicate a nord del confine: che le divergenti prospettive demografiche fra la Cina e la Russia possano un domani non lontano portare a instabilità e conflitto fra i due Paesi confinanti. E’ con questo pensiero in mente che lunedì Vladimir Putin ha promulgato una legge che offre a ogni cittadino russo la possibilità di appropriarsi di un lembo di terra in cambio del suo trasferimento nell’estremo Est del Paese, scarsamente popolato. La promessa garantisce fino a un ettaro di terra esentasse per cinque anni nelle regioni di Kamchatka, Primorye, Khabarovsk, Amur, Magadan, Sakhalin, nella repubblica di Sakha. Si parla di un’area che interessa la zona di fronte all’Alaska fino ad arrivare alle regioni vicino all’artico e alla Siberia.

Il potenziale della Russia orientale è inespresso: pur essendo ricco di risorse non è lontanamente popolato quanto il territorio a Sud del confine, e in prospettiva, l’arrivo di migranti cinesi (legali e non) pone la questione di una resa demografica che potrebbe diventare destabilizzante. Infatti, se nel “Far East” della Russia vivono circa 7,4 milioni di persone, nel Nordest della Cina sono oltre 100 milioni. Per questo le autorità di Mosca hanno dato vita a quella che potrebbe diventare la “conquista dell’Est” del 21esimo secolo. Secondo i piani di Mosca il piano varato martedì consentirà di portare il numero degli abitanti dell’Est a 36 milioni, quasi sei volte tanto gli attuali.

Mentre resta da vedere quanto possa risultare attraente l’idea di vivere in regioni remote del Paese il ministro competente per lo sviluppo dell’estremo Est del Paese, Alexander Galushka, manifesta ottimismo: “Vediamo questo progetto come una possibilità per i cittadini Russi di realizzarsi nel nostro estremo Oriente e di attrarre persone in quella regione”. Diverse migliaia di chilometri più a Est, però, nella regione di Sakha, in molti avevano già protestato a marzo assieme al governatore della regione sulle possibili conseguenze dei nuovi arrivi. Il timore è quello di una nuova corsa allo oro nella quale ogni nuovo arrivato potrebbe mettersi a cercare ricchezze negli appezzamenti che si sono stati assegnati.