TELEFONIA MOBILE: ALTROCONSUMO, UN’INDUSTRIA POCO “ETICA”

24 Aprile 2007, di Redazione Wall Street Italia

(9colonne) – Roma, 24 apr – Un’industria ad alta tecnologia a due facce: è questo il profilo che emerge dall’inchiesta di Altroconsumo sulla telefonia mobile, che sforna prodotti di qualità e funzioni sempre più all’avanguardia dietro però allo sfruttamento del lavoro, impiego di minori e rispetto dell’ambiente da migliorare. Collaborando con le associazioni di consumatori di Austria, Belgio, Finlandia, Olanda, Spagna e Portogallo, Altroconsumo ha effettuato una ricerca che ha coinvolto i cinque principali produttori: LG, Motorola, Nokia, Samsung, Sony Ericsson, conducendo l’analisi su tre parametri: le politiche sociali (il rispetto dei diritti dei lavoratori sanciti dalle direttive internazionali (Oil) con interviste agli operai di 15 fabbriche in Cina, Thailandia, India, Filippine); il rispetto dell’ambiente (impatto ambientale nella produzione e nell’uso dei prodotti); la trasparenza (come le aziende informano e comunicano ciò che fanno). I risultati dell’indagine parlano chiaro: la produzione è stata delocalizzata nelle fabbriche dei Paesi asiatici, ma con la produzione non sono stati esportati i diritti per i lavoratori locali, né esiste un impegno concreto allo sviluppo di programmi più aggressivi di riutilizzo e riciclo dei materiali. Sulle condizioni dei lavoratori, le peggiori sono state riscontrate in Cina dove, nella stagione di massima produttività, in uno stabilimento, 200 minorenni hanno lavorato per più di 400 ore al mese ciascuno, delle quali 60 non sono state pagate. Sul fronte ambientale le aziende hanno ottenuto giudizi più lusinghieri rispetto agli aspetti di politica sociale, anche se rimane pressoché inascoltato l’obbligo del riciclo e del ritiro dei vecchi cellulari nei negozi.