TELECOM: UN MEZZO FLOP L’OPA DI TRONCHETTI

18 Luglio 2003, di Redazione Wall Street Italia

L’opa lanciata da Olivetti sul 17,3% delle azioni ordinarie e risparmio di Telecom si è conclusa, secondo i dati preliminari, con adesioni pari al 55,14% della prima categoria (9,52% del capitale ordinario) e al 70,41% (12,16% del capitale di risparmio) per le rnc. Olivetti, se i dati verranno confermati, verrà dunque a detenere il 64,47% circa del capitale ordinario di Telecom Italia. Dei nove miliardi di euro messi a disposizione dell’offerta ne verranno impiegati solo 5,2 miliardi.

La conclusione dell’opa è comunque un allungo verso il coronamento del progetto di riassetto del gruppo di Marco Tronchetti Provera che culminerà, in agosto, con la fusione per incorporazione di Telecom in Olivetti. In attesa di conoscere i risultati definitivi, che dovrebbero essere noti settimana prossima e in seguito ai quali dovrebbero arrivare i nuovi giudizi delle agenzie di rating, Standard & Poor’s ha confermato i giudizi BBB+/stabile/A-2 per Telecom e BBB con creditwatch positivo per Olivetti assegnati l’11 giugno scorso, dopo la vendita di Seat Pagine Gialle alla cordata Silver.

Ancor prima, già lunedì, ci sarà la reazione di Piazza Affari. Nelle settimane scorse i titoli della scuderia Tronchetti erano rimasti “paralizzati”, come avevano commentato gli operatori, dalle attese per gli esiti dell’operazione frenando di conseguenza tutto il mercato, con gli investitori che preferivano rimanere alla finestra in attesa di sapere come si sarebbe conclusa l’offerta.

Venerdi’ le Telecom ordinarie hanno segnato un rialzo dello 0,43% a 7,998 euro (ma nell’after hour è arrivata a toccare il prezzo dell’opa, a 8,01 euro con un rialzo dello 0,15%) e le risparmio dello 0,40% a 4,801 euro. Sull’andamento del titolo, commentano i dealer, peserà ora il comportamento dei gestori di fondi che dovranno riposizionarsi guardando al ribilanciamento del peso di Telecom sugli indici. “Non è improbabile una pressione al ribasso sul titolo nel breve termine, anche se a medio e lungo termine il target price è sicuramente superiore ai prezzi attuali di mercato considerati i fondamentali della compagnia.

I fondi infatti, anche se aderissero all’opa, sarebbero costretti a riequilibrare il peso cedendo altri titoli Telecom, vista la minore capitalizzazione della nuova entità post-fusione, pari alla metà della somma di Olivetti e Telecom”. Chi è sicuramente soddisfatto sono gli azionisti di riferimento. Alessandro Profumo, ad di Unicredit (azionista con l’8,4% di Olimpia), recentemente ha ricordato che con la fusione tra Telecom e Olivetti “il cash-flow sarà più consistente e, quindi, siamo in una posizione migliore rispetto a prima, anche perché è aumentato il valore della società e di questo, come tutti gli azionisti, non possiamo che essere contenti”.

Anche l’ad di Intesa (anch’essa all’8,4% di Olimpia), Corrado Passera, é soddisfatto di un progetto di fusione che a suo tempo ha definito “ben studiato”. Mediobanca da parte sua ha ribadito settimana scorsa in una nota di ritenere “strategica e permanente” la partecipazione in Olivetti (2,382% secondo gli ultimi dati ufficiali).

Nelle prossime settimane gli ultimi passaggi tecnici che porteranno alla nascita la nuova Telecom: l’emissione e la quotazione delle Olivetti risparmio, la stipula dell’atto di fusione, poi Telecom sarà incorporata nella controllante Olivetti (con un concambio di 7 a 1) che ne adotterà nome e oggetto sociale e l’accorciamento della catena di controllo dovrebbe diventare operativo, con l’iscrizione al registro delle imprese, nella prima settimana di agosto. Dopo il riassetto la quota di controllo di Olimpia dovrebbe, secondo i calcoli degli analisti, scendere dall’attuale 29% a circa l’11-12 per cento.