Telecom pensa in grande, verso integrazione Tim Brasil-Oi

24 Novembre 2014, di Redazione Wall Street Italia

ROMA (WSI) – La decisione del baord di Telecom di prendere in considerazione un’integrazione Tim Brasil-Oi unita alla scelta di incaricare il managment di vendere migliaia di torri in Brasile non viene accolto con favore dai mercati. Il titolo del gruppo tlc scende di un punto percentuale a Piazza Affari.

Il CdA ha dato mandato al team manageriale di “approfondire le opzioni riguardanti una possibile integrazione Tim-Oi”.

Nello specifico Tim, controllata brasiliana di Telecom, ha approvato la vendita al gruppo American Power di 6.481 torri nel paese sudamericano per una somma vicina ai 3 miliardi di reais, ossia 937 milioni di euro al cambio corrente, pari a 16 volte l’enterprise value/ebitda. Il valore della cessione, che si chiuderà nel primo semestre del 2015, risulta più elevato delle attese (700 milioni di euro).

Le mosse di Telecom non finiscono qui. Stando alle ultime indiscrezioni, nelle prossime settimane il management di Telecom Italia discuterà un’integrazione con Oi, focalizzandosi sugli asset brasiliani evitando, se possibile, quelli portoghesi e africani. Dal ventaglio delle opzioni è escluso un aumento di capitale. La strada prediletta è probabilmente uno scambio azionario.

F2i, per esempio, ha ricevuto una manifestazione d’interesse per l’acquisto della quota di controllo (del 53,8%) in Metroweb al fine di sviluppare rapidamente la rete di nuova generazione in fibra ottica su scala nazionale.

Gli analisti si sono espressi sulla questione. Secondo Kepler Cheuvreux (rating buy e target price a 1 euro confermati sul titolo TI) il 100% di Metroweb ha un fair value di 470 milioni di euro, ma visto che si parla di una gara per acquisire questa quota è probabile una guerra sul prezzo con la principale concorrente sul mercato italiano, Vodafone.

Secondo gli analisti l’operazione di rafforzamento sul mercato brasiliano, attraverso un’integrazione che creerebbe un leader nazionale nel settore, offre prospettive allettanti strategicamente e in termini industriali, essendo propedeutico alla realizzazione di importanti sinergie.

Non mancano tuttavia gli ostacoli al raggiungimento di un accordo. Paletti che vanno dal giudizio dell’antitrust, alla governance e ai contenziosi che aumentano la complessità della transazione, la cui sostenibilità finanziaria, a detta degli analisti di Icbpi (target di neutral e prezzo obiettivo pari a 1,03 euro) dovrebbe essere facilitata dalla cessione della partecipazione in Portugal Telecom da parte di Oi (sono già arrivate due offerte superiori a 7 miliardi di euro).

Stando ai calcoli di Equita, l’aggregazione di Oi con rivendita delle attività portoghesi comporterebbe un incremento del rapporto debito/ebitda di 0,1 volte e anche un lieve peggioramento del rapporto free cash flow/ebitda. Questo nell’ipotesi di uno share swap senza conguaglio cash.

Anche gli analisti di Banca Imi hanno ribadito la forte logica industriale di entrambe le offerte, che però devono essere valutate in termini di implicazioni finanziarie e regolamentari.

I titoli Telecom lasciano sul campo lo 0,98% a 0,915 euro.

(DaC)