Telecom Italia, ipotesi reato Buora-Moro non comporta responsabilità società

13 Aprile 2010, di Redazione Wall Street Italia

(Teleborsa) – Telecom Italia, con riferimento alle notizie diffuse in data odierna da una nota testata giornalistica, a richiesta della Consob, precisa di essere già a conoscenza dei due procedimenti penali a carico dell’ex legale rappresentante dott. Carlo Buora e del Responsabile della Funzione Fiscalità della società dott. Roberto Moro, con riferimento al reato di “infedele dichiarazione” a fini IVA e dichiarazione dei redditi (ex art. 4 del d.lgs. n. 74/2000). Tali ipotesi di reato, si legge nella nota, non implicano la responsabilità amministrativa della società ai sensi del d.lgs. n. 231/2001 e pertanto Telecom Italia non è parte dei provvedimenti suddetti. Per quanto attiene agli aspetti tributari, il primo procedimento riguarda la presunta natura elusiva di operazioni straordinarie realizzate nel periodo 2002-2007 nel contesto della fusione Olivetti-Telecom Italia e della vendita Seat Pagine Gialle, nonché la deducibilità dei c.d. costi di Security, con riferimento ai quali la Società e l’Agenzia delle Entrate nel mese di dicembre 2008 sono pervenute ad una definizione in via precontenziosa, tramite l’istituto dell’accertamento con adesione. Come riferito nelle note al bilancio consolidato 2008 detta definizione ha comportato un onere di circa 186 milioni di euro. Il secondo procedimento (avviato dalla Procura di Roma nel 2008 e trasmesso poi per competenza alla Procura di Milano) riguarda la procedura di storno dell’IVA per operazioni realizzate con controparti inadempienti. La correttezza di tale impostazione (introdotta sin dal 1995, sulla scorta di autorevoli consulenze) è stata già oggetto di verifica dall’Agenzia delle Entrate, senza rilievi, nel 2002.