TELECOM ITALIA CONQUISTATA DA PIRELLI E BENETTON

28 Luglio 2001, di Redazione Wall Street Italia

Dopo giorni di rumors, la Pirelli e’ uscita allo scoperto, confermando l’acquisto del 100% di Bell, la finanziaria lussemburghese che controlla Olivetti, insieme a Edizioni Holding della famiglia Benetton.

L’acquisto di Bell consente a Pirelli e Benetton di portare a termine senza colpo ferire la scalata a Telecom Italia: Bell custodisce infatti il 22,58% della Olivetti, che a sua volta controlla ”a cascata” Telecom Italia.

L’operazione va in porto senza alcuna Opa (offerta pubblica di acquisto), il che scontentera’ il mercato e migliaia di azionisti minori. Non e’ chiaro cosa potra’ accadere lunedi’ ai titoli coinvolti quotati a Piazza Affari.

E’ stato lo stesso presidente e amministratore delegato di Pirelli Marco Tronchetti Provera a illustrare l’accordo – a quanto pare raggiunto nella notte tra venerdi’ e sabato – confermando che Pirelli compra insieme ai Benetton per 13.550 miliardi di lire la finanziaria lussemburghese Bell, che a sua volta controlla il 22,58% di Olivetti.

Pirelli e Edizioni Holding rilevano il capitale Olivetti detenuto da Bell per un totale di 7 miliardi di euro ($6,1 miliardi), pari a 4,17 euro per azione Olivetti. Si tratta del doppio rispetto ai 2,3 euro dell’ultima quotazione a piazza Affari del titolo Olivetti venerdì scorso. Il che fara’ certamente infuriare gli azionisti Pirelli (vedere Forum di WallStreetItalia).

Secondo i primi commenti degli analisti il controllo di Telecom e’ comunque costato relativamente poco alla cordata Pirelli-Benetton: basti dire che la societa’ leader delle tlc in Italia (possiede tra l’altro i telefonini Tim e Seat-Pagine Gialle) ha un valore di mercato di 70 miliardi di euro. Olivetti invece ne vale 17. La scalata a Telecom Italia nella primavera del 1999 costo’ a Roberto Colaninno oltre 100 mila miliardi di lire (meno di 50 miliardi di euro).

L’asso nella manica di Tronchetti Provera e Benetton sta nell’aver giocato la strategia di attacco concentrandosi direttamente sulla Bell e evitando cosi’ di dover arrivare all’Opa (offerta pubblica di acquisto) obbligatoria dal 30% in su.

Ma i giochi di potere tramite l’abituale tecnica del controllo societario tramite partecipazioni a cascata, a matrioska, o a scatole cinesi, sono la negazione del libero mercato finanziario e uno schiaffo a milioni di azionisti individuali.

L’intesa tra Pirelli e Edizioni Holding prevede che la partecipazione detenuta da Bell sara’ rilevata da una nuova societa’ (di cui ancora non e’ noto il nome) controllata per il 60% da Pirelli e per il 40% da Edizioni Holding.

Alcuni pacchetti di azioni Olivetti sono gia’ posseduti dai due gruppi (1,8% Pirelli e 1,84% Edizioni Holding). La nuova entita’ avra’ quindi una partecipazione in Olivetti pari al 27% circa, e in questo modo si arriva al controllo di oltre il 50% di Telecom Italia.

La Lazard e Merrill Lynch hanno svolto la funzione di advisor per portare a termine l’operazione per conto di Pirelli, Credit Suisse First Boston ha assistito Benetton e J.P. Morgan Bell.

L’offerta della cordata guidata da Marco
Tronchetti Provera – indiscrezioni parlano anche della possibile partecipazione di Della Valle (Tod’s), Moratti, Banca AntonVeneta e Micheli-Scaglia (eBiscom) – trova il sostegno finanziario nella liquidita’ accumulata dal gruppo Pirelli dopo la vendita del settore fibre.

La conquista di Telecom Italia e’ un passo aggressivo che conferma di quale entita’ siano i cambiamenti in corso nel mondo economico e finanziario italiano (come si e’ visto di recente con l’Opa Montedison) da quando e’ in carica il governo di Silvio Berlusconi.

Il passaggio di mano di Telecom rappresenta il secondo cambio di proprietà per il colosso delle telecomunicazioni in due anni, dopo la scalata lanciata nel febbraio 1999 da Roberto Colaninno.

In una conferenza stampa, a Milano, Tronchetti Provera ha sottolineato che per la Pirelli si tratta di una scelta strategica e che quindi sono da mettere in conto cambiamenti ai vertici, che verrano annunciati lunedì’ mattina.

Ovvio di quali cambiamenti si tratti: principale azionista di Bell è la holding Hopa (con il 54%), che fa capo al presidente e amministratore delegato di Telecom Italia Roberto Colaninno e all’imprenditore Emilio Gnutti. Tra i nomi dei possibili successori si fanno gia’ quelli di Franco Bernabe’ (presidente e amministratore delegato di Telecom fino al momento del takeover di Colaninno) e Vito Gamberale.

Gli altri azionisti di Bell sono Olivetti International S.A. col 3,06%, Assicurazioni Generali col 3,03%, Capital Group Inc col 2,86% e Lehman Brothers Holdings Plc.

L’offerta e’ stata avanzata agli azionisti di Bell e in particolare proprio a Hopa, la finanziaria che fa capo a Fingruppo, posseduta a sua volta da Colaninno e Gnutti per il 25% e da una serie di istituzioni finanziarie e creditizie dell’area bresciana.

Non tutti gli azionisti di Bell sarebbero stati concordi nel fare entrare in modo così cospicuo Pirelli e Benetton. Olivetti nel pomeriggio non aveva espresso nessun commento ufficiale, ma fonti milanesi fanno sapere che la Bell ha raggiunto la decisione all’unanimità e con soddisfazione (infatti e’ stato ceduto il 100% della finanziaria). Colaninno e soci hanno subito l’operazione, si’, ma escono di scena incassando una liquidita’ notevolissima, per un mercato come quello italiano.

Venerdì a Piazza Affari il titolo Pirelli aveva chiuso in forte ribasso (-4,63%) evidentemente perche’ gli insider gia’ sapevano dell’operazione. Il titolo Olivetti aveva invece terminato le contrattazioni con un rialzo superiore all’1,50%.

SULL’ARGOMENTO VEDI ANCHE:


, Telecom: Tronchetti Provera e Benetton ai comandi, Tv: quale futuro per LA7?, La galassia Olivetti-Telecom, Olivetti: Il comunicato di Pirelli e Benetton e Piazza Affari Pirelli e Olivetti pronte al calo).