Telecom, gli spagnoli potrebbero mollare tutto

26 Giugno 2014, di Redazione Wall Street Italia

ROMA (WSI) – Scissione e conti per Telco e il nodo Brasile per Telecom. Dal Brasile all’Italia, oggi tutta l’attenzione del mercato è puntata sui due cda che andranno in scena a Milano e Roma. Le sorti di Tim Brasil e il business italiano dipendono, infatti, dalle prossime mosse dei soci. A Milano si troveranno gli azionisti Telco, la holding che controlla con il 22,4% il gruppo italiano delle tlc e che, secondo indiscrezioni, si avvia al break- up.

Tanto che, proprio il board di oggi, dovrebbe dare l’ok al bilancio e iniziare a mettere nero su bianco una sorta di «exit strategy» che ponga fine alla convivenza degli spagnoli con i soci finanziari italiani. Il primo passo riguarderà la formalizzazione della decisione alle Autorità competenti di Argentina e Brasile. Poi toccherà muovere agli spagnoli.

Secondo i patti siglati a settembre, se Telefonica non avesse sottoscritto l’aumento di capitale della holding da 117 milioni prima dell’esercizio dell’opzione di scissione, avrebbe dovuto corrispondere agli altri soci (Intesa Sanpaolo, Mediobanca e Generali, che hanno già chiesto di uscire da Telco) un compenso dovuto alla minor capitalizzazione della holding: 60 milioni da dividersi proporzionalmente tra i tre.

Resta da vedere quali sono le intenzioni degli spagnoli che con il breakup di Telco finirebbero per avere uno «sterile» 14,8%, senza diritti di voto. Secondo gli ultimi rumor, Madrid sarebbe orientata ad allontanarsi dall’Italia nonostante pochi giorni fa,in occasione dell’operazione sul convertendo, Telefonica abbia assicurato di voler restare nel mercato italiano.

Quanto a Telecom Italia, che si riunirà invece a Roma, l’ad Marco Patuano ha assicurato che si tratta di un consiglio ordinario. Peccato che Asati,l’associazione dei piccoli azionisti, sia tornata in pressing per un accordo con Gvt in Brasile chiedendo di dare mandato all’ad Marco Patuano per arrivare a un’intesa. Inoltre, in alternativa alla prospettata vendita delle torri, ha proposto un piano B con la costituzione di una società a maggioranza Telecom in cui possano confluire altri operatori tlc e tv. A 70 giorni dalla nomina del nuovo board, l’associazione dei piccoli azionisti torna poi a chiedere la nomina di Lucia Calvosa a lead indipendent , nel ruolo prima ricoperto da Luigi Zingales.

Su quest’ultimo punto, però, sembra difficile che già oggi si possa arrivare a un accordo. Il Brasile finirà, invece, sul tavolo del board, ma più per fare il punto sull’andamento di Tim Brasil piuttosto che su eventuali operazioni straordinarie. Dovrebbe quindi trattarsi di una semplice riunione intermedia in vista della semestrale ad agosto e servirà quindi soprattutto per farelo stato dell’arte dei conti a maggio. Intanto, sullo sfondo, non si placano le polemiche con l’Agcom.

E in relazione alla minaccia di fare ricorso sulla revisione delle tariffe unbundling da parte dell’ad di Telecom, Marco Patuano, il presidente dell’Agcom,Angelo Cardani, ha osservato: «Faccia ricorso, la giustizia è lì per essere adita ».

In una nota, Equita smorza comunque i toni spiegando che l’impatto eventuale sui conti di Telecom sarebbe di circa 30 milioni. «Si tratterebbe – spiega – di un one-off e pertanto avrebbe un impatto praticamente irrilevante sulla valutazione del titolo».

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