TELECOM: DA CHI SI DEVE TUTELARE TRONCHETTI?

16 Settembre 2003, di Redazione Wall Street Italia

Sul caso Telekom Serbia, «l’azienda è pronta a tutelarsi». Marco Tronchetti Provera ieri ha preso le distanze dal polverone che si sta alzando attorno a Telecom Italia. Sì, Telecom Italia. Perché il ragionevole sospetto è che il tiro si stia alzando progressivamente in una surenchere geografica che dalla Serbia porta al Brasile e di qui, passando per Milano, torna a Roma.

Non c’è dubbio che la campagna di stampa stia girando a cerchi concentrici, come il volo di un avvoltoio. Cerchio dopo cerchio, il tempo si accorcia, lo spazio si restringe e al centro della spirale, guarda un po’ chi si trova? Telecom Italia. La Telecom dell’altro ieri, quella di ieri e, perché no?, quella di oggi.

Telekom di ieri ci riporta a Prodi, Dini, Fassino, con sullo sfondo Ciampi. Ma, leggendo la campagna di stampa, giorno dopo giorno le dichiarazioni del Conte Igor (alias Marini) sfumano e appaiono in primo piano quelle di Biagio Agnes sulla privatizzazione di Telecom (alias Stet). La questione non è più la presunta tangente a Milosevic, ma il prezzo della privatizzazione, i suoi tempi e i suoi modi. Tutte cose discutibili e da discutere, sia chiaro, ma che cosa c’entrano con le indagini su Telekom Serbia? Nulla, è evidente. E infatti il bersaglio è già cambiato.

La Telecom di ieri porta a Roberto Colaninno e, di qui, al governo D’Alema. Si mettono in discussione operazioni in Brasile, mercato importante per Telecom di ieri, ma anche per quella di oggi. Infatti, è uno dei paesi sui quali punta Tronchetti Provera, presente anche attraverso Pirelli.

Lui non era ancora al comando quando sono stati fatti gli interventi dei quali si discute, ma una campagna di stampa contro Telecom Brasile colpisce l’immagine anche della società in quanto tale. Dietrologia? Può darsi. Eppure anche il lettore più candido non può non essere colpito dall’ampiezza dell’offensiva attorno al gruppo italiano di telecomunicazioni.

Per questo c’è parso di cogliere nelle parole, come sempre scarne, di Tronchetti Provera, profferite nel suo stile minimalista, un filo di apprensione. Vuol tutelare l’azienda, ha detto. Nel confronti del Conte Igor o degli avvoltoi?

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