TELECOM, CATRICALA’: LA RETE E’ UN BENE UNICO

6 Aprile 2007, di Redazione Wall Street Italia

(9Colonne) – Roma, 6 apr – “Recriminare sul passato non serve quasi mai. Insomma, all’epoca si privatizzò anche la rete telefonica perchè c’era bisogno di fare cassa per entrare nell’euro. Ora è tempo di guardare avanti”. E’ quanto afferma Antonio Catricalà, presidente dell’Antitrust, da due anni garante della concorrenza e del mercato italiano, in un colloquio con il Messaggero, nel quale chiede sulle reti “regole e oneri uguali per tutti”, “magari da fare confluire sotto un unico coordinamento”. Degli impegni che stabiliscano una volta per tutte due principi fondamentali: “Che la rete nazionale della telefonia fissa rappresenta un bene unico, non replicabile. E come tale è da salvaguardare”. E che “queste regole devono valere per tutti. Stranieri e non, devono sapere che hanno degli oneri precisi di cui farsi carico: di investimenti, di gestione e, nello stesso tempo, di sicurezza della stessa rete. Chiunque controlli anche una rete nazionale (qualunque essa sia) deve avere degli oneri. Anche nei confronti dei concorrenti” prosegue il presidente dell’ Antitrust. E aggiunge: “Non spetta all’Antitrust stabilire le modalità, ma il modello potrebbe essere quello di Terna o di Snam Rete Gas. Salvo alcuni correttivi”, “a meno che il Parlamento non decida che la gestione di alcuni asset strategici per il Paese debba essere garantita in altri modi”. Catricalà nota quindi che “finora gli ultimi investimenti stranieri in Italia non si sono tradotti in un miglioramento delle condizioni per i consumatori”.