TELECOM, CAPEZZONE: ITALIA COME IL VENEZUELA

17 Aprile 2007, di Redazione Wall Street Italia

(9Colonne) – Roma, 17 apr – Dopo il “no” di At&T, “l’Italia assume ormai contorni paragonabili a quelli del Venezuela di Chavez, dove i contratti e le intese si fanno e si disfano a seconda del gradimento della “politica”. Lo afferma Daniele Capezzone, presidente della Commissione attività produttive della Camera. “La politica e in primo luogo il Governo – dice l’esponente radicale – devono assumersi le loro responsabilità: le dichiarazioni e il lavorio irizzante di Prodi; le sfuriate e le minacce di Di Pietro; l’intervista domenicale di D’Alema a Raitre; la prospettiva di un cambio di regole a partita in corso: tutto questo ha determinato una situazione per cui perfino un gigante mondiale come AT&T ha detto basta. A questo punto (dopo che analoga sorte era stata riservata alle offerte di Murdoch e della spagnola Telefonica; dopo la vicenda Autostrade-Abertis; dopo quello che British Gas sta sopportando rispetto al rigassificatore di Brindisi), c’è da chiedersi se e quale investitore straniero avrà il coraggio di portare un euro o un dollaro in Italia. Su un altro piano, è sempre più chiaro che l’asse Bazoli-Prodi è sul punto di spadroneggiare; e che la cosiddetta “soluzione di sistema” è un modo di coinvolgere nell'”operazione” i Ds e Forza Italia. Ma vorrei dire ai protagonisti che, se questa “soluzione” può soddisfare loro, rende sempre di più il nostro paese – conclude Capezzone – qualcosa di infrequentabile, o comunque di cui diffidare. Per conto mio, continuo a ritenere che la soluzione più interessante dal punto di vista industriale (per caratteristiche, dimensioni e presenza geografica sul mercato delle due aziende) sarebbe un’intesa con la spagnola Telefonica. Vedremo se le ragioni del mercato saranno ancora una volta travolte e schiacciate”.