TELECOM: AT&T DICE SI’ SOLO SE I POLITICI
RESTANO FUORI

18 Aprile 2007, di Redazione Wall Street Italia

At&t e’ pronta a riesaminare il dossier Telecom Italia se la politica decidera’ di fare un passo indietro. Lo afferma Randall Stephenson, direttore operativo del colosso americano, aggiungendo che “le resistenze politiche hanno sbloccato l”accordo”. Telecom “e’ una buona societa’” con “ottimi asset e grande capacita’ nel wireless”.

“C’era troppa incertezza per investire capitali” in Italia, aggiunge nel corso di una colazione di lavoro a Boston Stephenson, che è il primo manager ad esprimere in pubblico giudizi sull’intera vicenda. “C’era troppa agitazione”, rileva ancora, in merito alla decisione di rinunciare alle trattative per entrare nel capitale di Olimpia (che possiede il 18% di Telecom Italia), comunicata lunedì a Pirelli.

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Nella lettera recapitata alla Bicocca, in particolare, At&t lamentava “possibili difficoltà di carattere regolamentare”. Secondo Stephenson, tuttavia, la prima società tlc al mondo per capitalizzazione di Borsa prenderà ancora in considerazione il dossier Telecom Italia, se la politica farà un passo indietro: “Se quelle cose (le difficoltà e le incertezze, ndr) non ci saranno più e un domani ci sarà un’altra opportunità, bene”, afferma. Questo perché, conclude, Telecom Italia “é una buona società ” con “ottimi asset e una grande capacità nella telefonia mobile”.

At&t e America Movil, partecipata all’8% dalla compagnia texana e controllata dal miliardario messicano Carlos Slim, avevano avviato a sorpresa negoziati in esclusiva lo scorso primo aprile con Pirelli per rilevare una quota di maggioranza in Olimpia. Lunedì, invece, si è registrato il passo indietro di At&t, mentre l’operatore messicano che in primo momento ha detto di voler proseguire i colloqui, ha opposto in giornata “un no comment” alle ricorrenti voci di possibile ritiro definitivo dall’operazione.