Tecnologia: 2020 record per gli investimenti in Europa, Italia controcorrente

10 Dicembre 2020, di Mariangela Tessa

Il 2020, complice la pandemia da Covid-19 che accelerato la transizione al digitale, sarà ricordato come un anno record per gli investimenti privati nella tecnologia. Per restare in Europa, quest’anno i finanziamenti hanno sfiorato i 41 miliardi di dollari mentre 18 aziende che hanno raggiunto una quotazione superiore al miliardo di dollari.

Sono alcuni numeri indicati nel report annuale sullo stato delle tecnologia europea redatto da Atomico, fondo di venture capital, in collaborazione con Slush, organizzatore della conferenza tecnologica, Orrick, studio legale globale nel settore tech, e la Silicon Valley Bank.

Controcorrente l’Italia, dove i finanziamenti provenienti da venture capital hanno subito un calo del 22%, da un record di 450 milioni di euro nel 2019 a 400 milioni di euro nel 2020. Contemporaneamente i finanziamenti sono  diminuiti anche in Germania, Regno Unito e, soprattutto, in Spagna e Portogallo, con rispettivi crolli del 56% e del 70%.

Tecnologia: tra i migliori risultati in termini di diversità di genere

Guardando il lato positivo, l’Italia ha uno dei migliori risultati in termini di diversità di genere e inclusione nel settore tech, con “solo” il 79% degli affari in mano a team maschili (rispetto alla media continentale del 90,8%).

L’Italia è la terza principale fonte di talenti nel campo dell’Intelligenza Artificiale (ne fornisce il 12%). Uno dei momenti salienti dell’anno è stato il risultato della startup italiana di e-commerce Commerce Layer, che ha raccolto 6 milioni di dollari da Benchmark Capital, una delle principali società di venture capital della Silicon Valley.

Più in generale, il rapporto ha rilevato come gli investitori istituzionali, quali fondi pensione, compagnie assicurative, fondi di fondi, fondi europei e globali, riversino oggi il triplo delle risorse nell’industria tecnologica europea rispetto a cinque anni fa, mostrando un concreto, consistente e crescente stanziamento al venture capital europeo.

Nel settore tecnologico europeo stiamo assistendo ad una crescente interazione tra capitale di rischio, private equity e mercati finanziari, creando maggiori opportunità di fusione e acquisizione, una forte pipeline di futuri candidati a IPO e figure esperte su cui contare per costruire una nuova generazione di aziende. Per accelerare questo circolo virtuoso, l’Europa ha bisogno che le sue principali società tecnologiche individuino sempre più percorsi di accesso alla liquidità in un modo che avvantaggi l’Europa e, al contempo, trattenendo i propri ambiti talenti“, ha affermato Tom Wehmeier, partner di Atomico e coautore del rapporto. “Sbloccare e trattenere valore nelle aziende tecnologiche europee sosterrà la crescita economica locale e garantirà la competitività dell’ ecosistema tecnologico sulla scena globale. È un fenomeno che sta già avvenendo e sono convinto che vedremo il processo accelerare; gli imprenditori europei non hanno mai creduto in modo più concreto alla possibilità di costruire importanti aziende, di livello mondiale, in Europa.

Quattro trend nell’hi-tech italiano

Il rapporto delinea 4 tendenze chiave nel settore tecnologico italiano:

  • Il settore tecnologico europeo ha registrato livelli record di investimenti, anche da parte di investitori statunitensi, ma gli investimenti in Italia sono diminuiti
    • Il 2020 è sulla buona strada per stabilire un nuovo record di 41 miliardi di dollari investiti nella tecnologia europea, trainati da mega round (Fonte: Dealroom)
    • Gli investimenti in Italia sono diminuiti del 22%, da un record di 450 milioni di euro nel 2019 a 400 milioni nel 2020 (Fonte: Dealroom)
    • Gli investimenti provenienti dagli USA sono stati più forti che mai ed il 19% di round includeva la partecipazione di almeno un investitore statunitense, rispetto al 16% nel 2019
    • In Europa ci sono 115 società sostenute da venture capital per un valore superiore al miliardo di dollari, rispetto a 46 nel 2016. Hopin ha stabilito il record dell’azienda europea più veloce di sempre a raggiungere una valutazione di un miliardo di dollari a 17 mesi dalla fondazione (Fonte: Dealroom)
    • Il valore d’impresa totale stimato delle società tecnologiche europee fondate dopo il 2000, quotate e non quotate in borsa, è salito a quasi mille miliardi di dollari (960 miliardi di dollari), con un aumento quintuplicato rispetto ai 191 miliardi di dollari del 2016. L’Italia è all’undicesimo posto per presenza in borsa nel settore tecnologico (13 milioni di dollari), guidato in gran parte da Nexi, quotato in borsa nel 2019 (ora valutato a 9,7 miliardi di dollari) (Fonte: Dealroom)
  • Ci sono segnali di speranza per l’ecosistema tecnologico italiano, guidato da un forte pool di talenti tecnici
    • L’Italia ha una delle cifre più basse per il capitale investito pro-capite cumulativo in Europa tra il 2016 e il 2020, con 36 dollari, rispetto alla media europea di 172 dollari. Il capitale investito, tuttavia, è fluttuante di anno in anno poiché il Paese ha ben poche scaleup per poter attrarre in modo consistente elevate somme di investimento, diversamente da quanto accade in altri paesi (Fonte: Dealroom)
    • Dal 2016 ci sono state 22 IPO tecnologiche inferiori al miliardo di dollari in Italia, il terzo numero più significativo in Europa. La quotazione in borsa è una via percorribile per le startup per raccogliere capitali in assenza di un mercato di venture capital ben sviluppato (Fonte: Borsa di Londra, S&P Capital IQ)
    • La tecnologia gioca un ruolo importante come motore del mercato del lavoro. L’Italia è al terzo posto in Europa, dietro a Spagna e Portogallo, per numero di annunci di lavoro per milione (Fonte: Indeed)
    • L’Italia è la terza fonte di talenti europei nel campo della ricerca sull’Intelligenza Artificiale con un valore del 12% (Fonte: Marco Polo)
  • Il movimento Black Lives Matter ha messo in luce la scarsa diversità etnica in Europa, mentre i progressi sulla diversità di genere si sono bloccati
    • Sebbene la maggior parte degli imprenditori dichiari di aver trovato più difficile raccogliere finanziamenti quest’anno, si registra un aggravamento del dato su base etnica, con il 61% per neri / africani /caraibici, il 67% per etnia mista, il 69% per ispanici/latini, il 58% per asiatici e il 56% mediorientali/nordafricani, contro il 55% per bianchi. In particolare, nessun imprenditore nero/africano/caraibico ha riscontrato una maggior facilità nel trovare finanziamenti nel 2020. (Fonte: sondaggio)
    • I progressi in tema gender sono rimasti stagnanti dal 2018, con il 90,8% di capitale a team di soli uomini, rispetto al 90,3% del 2019. Nessun accordo superiore ai 50 milioni di dollari è stato raccolto nel 2020 da un team composto da sole donne (Fonte: Dealroom)
  • L’attenzione dei cittadini e dei politici sul cambiamento climatico ha ulteriormente accelerato il ruolo del purpose come elemento di differenziazione per la tecnologia europea
    • Si prevede che il capitale totale investito in società tecnologiche purpose-driven supererà i 6 miliardi di dollari nel 2020 (Fonte: Dealroom)
    • Gli investimenti nelle startup europee che si occupano del cambiamento climatico sono aumentati vertiginosamente. Negli ultimi cinque anni oltre 11 miliardi di dollari sono stati investiti in società tecnologiche europee che mirano a combattere i cambiamenti climatici (SDG # 13) e 9,7 miliardi di dollari in aziende che si occupano di energia pulita e accessibile (SDG # 7)
    • Il Green Deal della Commissione Europea è stato un obiettivo chiave del 2020 e ha il potenziale per essere un importante catalizzatore per le aziende europee che si occupano questioni climatiche (Fonte: POLITICO)

“L’ecosistema della tecnologia ha resistito molto bene in questo anno di crisi e senza dubbio guiderà la ripresa dell’Europa”, ha affermato Chris Grew, partner londinese di Orrick e consulente legale di venture capital numero uno in Europa per 19 trimestri consecutivi. “Il 2020 ha anche messo in luce il ruolo fondamentale di leadership che l’ecosistema tecnologico può svolgere nella società, abbracciando pienamente i principi ESG (Environmental, Social and Governance) – e anche questo deve essere un aspetto su cui puntare”.