TAV, QUALCHE DUBBIO TRA I RIFORMISTI

9 Marzo 2007, di Redazione Wall Street Italia

(9Colonne) – Roma, 9 mar – E’ decisamente un intervento controcorrente quello ospitato oggi, a proposito della Tav Torino-Lione, dal magazine di analisi economica “lavoce.info”, autorevole portavoce della cultura riformista di centrosinistra. In un articolo di Francesco Ramella – ingegnere, collaboratore del Sole 24 Ore e della Stampa – si solleva più di un dubbio sull’utilità della nuova infrastruttura ferroviaria. A chi sostiene che “non possiamo restare isolati dall’Europa” Ramella replica così: “Chiunque abbia avuto occasione di recarsi in Francia in treno, auto o aereo negli ultimi anni, ha forse qualche difficoltà a capire in cosa consista tale isolamento. Mai l’offerta di servizi è stata ampia come oggi. Né risultano esservi difficoltà per il transito delle merci: sia il Fréjus che il Monte Bianco sono utilizzati ben al di sotto della capacità. La nuova linea ad alta velocità non avrebbe alcuna ricaduta positiva in termini di miglioramento dei collegamenti, fatta eccezione per un ridottissimo manipolo di passeggeri: la realizzazione della Tav non comporterebbe infatti alcun trasferimento di traffico dalla strada alla ferrovia”. E se i traffici in realtà fossero destinati a esplodere? “È difficile crederlo – risponde Ramella – ma è possibile ammettere, almeno in via ipotetica, che questo possa accadere. Ai numerosissimi sostenitori dell’opera viene allora da suggerire: put your money where your mouth is. Investite le vostre risorse (senza garanzia dello Stato, a differenza di quanto avvenuto nel caso delle altre linee Av) per il finanziamento dell’opera, comprensivo di un’adeguata compensazione per la Val Susa. Se ci sarà una domanda disposta a pagare per utilizzare la linea, ne godrete i profitti e il contribuente non ne andrà di mezzo: la spesa per la Tav equivale a una una-tantum dell’ordine di 1.000 euro per una famiglia di quattro persone. Sommessamente vorremmo però anche suggerirvi, prima di decidere sull’investimento da farsi, di chiedere qualche consiglio ai cittadini francesi e inglesi che hanno investito i loro risparmi in Eurotunnel e tra Parigi e Londra, non tra Torino e Lione”.