TASSI USA & FED: OGGI PARLA BEN BERNANKE

17 Gennaio 2008, di Redazione Wall Street Italia

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(WSI) – In area Euro è atteso il discorso di Trichet e di altri esponenti della Bce. Negli Usa atteso il discorso di Bernanke davanti alla commissione bilancio della camera dei deputati. Rispetto al discorso di una settimana fa, il presidente della Fed potrebbe enfatizzare il proprio supporto all’ipotesi di un piano di supporto per l’economia che potrebbe essere annunciato da Bush a fine mese.

Tassi di Interesse: in area Euro i tassi di mercato hanno registrato un ulteriore calo con il tasso decennale che ha chiuso la sessione a 3,978%. Il differenziale 2-10 anni è salito a 41pb. Il calo è stato guidato oltre che dall’andamento negativo del mercato azionario, dalle dichiarazioni di Mersch, membro Bce, secondo cui l’istituto a marzo rivedrà al ribasso le stime di crescita del 2008, che porterebbero il Pil sotto il potenziale del 2%. Secondo Mersch, sebbene i rischi dell’inflazione restino al rialzo, ci sono diversi fattori che potrebbero determinare un rallentamento, come il rafforzamento dell’euro che tende a bilanciare i rialzi del prezzo del petrolio ed il rallentamento dell’economia Usa. Tali dichiarazioni hanno sorpreso gli operatori essendo dal momento che in precedenza Mersch aveva enfatizzato maggiormente i rischi inflattivi.

Allo stesso modo Weber, governatore della Bundesbank, aveva attenuato i toni notoriamente hawkish affermando che non bisogna drammatizzare troppo sull’attuale livello dei prezzi. A smentire le attese di mercato è giunto il discorso di Trichet nella serata di ieri che ha confermato che la posizione della Bce resta quella espressa nell’ultima riunione e che le altre dichiarazioni sono state mal interpretate. Risulta pertanto evidente una sempre più marcata divergenza di vedute atra i membri della Bce.

Negli Usa tassi di mercato in lieve rialzo con pendenza di curva invariata. Il Beige Book ha fotografato il rallentamento dell’economia negli ultimi due mesi del 2007, con un andamento non favorevole delle vendite natalizie. Complessivamente il contenuto del rapporto non è sembrato offrire un quadro di un’economia già in recessione. Pertanto le aspettative sulle prossime mosse della Fed sono rientrate nell’ambito di un’attesa di “soli” 50pb. Sul fronte prezzi a dicembre si è assistito ad una dinamica sostanzialmente in linea con il mese precedente, dando pertanto il via libera alla Fed per occuparsi per ora maggiormente del tema crescita.

Sul mercato azionario la trimestrale di JPMorgan è stata ben accolta grazie principalmente ad un ammontare non elevato di svalutazioni (“solo” 1,3Mld$). La banca Usa ha pertanto superato per capitalizzazione Citigroup. Oggi l’attenzione è sul discorso di Bernanke che potrebbe supportare il piano di stimolo all’economia che, in base alle dichiarazioni di alcuni membri del Congresso, potrebbe essere approvato in soli 30 giorni. L’attenzione sarà anche sulla trimestrale di Merrill Lynch, di cui però molto è stato già anticipato dalla stampa. Il clima sulle prospettive macro potrebbe pertanto in questi giorni migliorare grazie alla percezione sempre più diffusa di una manovra concertata tra Fed e governo. Supporto a quota 3,65% sul decennale.

Valute: Dollaro in marcato apprezzamento verso Euro dopo le dichiarazioni del governatore della banca centrale del Lussemburgo, che ha evidenziato la possibile spaccatura all’interno della Bce. Gli operatori hanno utilizzato tali dichiarazioni come pretesto per prendere profitto sul cross. Il supporto più rilevante si colloca a quota 1,4570. Nel corso della notte lo Yen è tornato a deprezzarsi grazie al marcato rimbalzo del listino azionario giapponese dopo 4 sedute consecutive di ribassi. Verso Dollaro la resistenza per oggi si colloca in area 107,90-108,24. Il supporto principale rimane in prossimità di 105. Verso Euro il supporto 155 rimane il punto di riferimento principale per il movimento ribassista. Resistenza a 158,80 circa.

Materie Prime: altra giornata negativa per le materie prime, tra le quali è spiccata solamente l’ottima performance dello zucchero (+2,6%) su attese di produzione indiana per l’anno corrente al di sotto del consensus di mercato. In ribasso il greggio dopo l’aumento superiore alle attese delle scorte Usa (+4,2Mln barili vs attese di 1,2Mln). Deboli i metalli industriali guidati dal ribasso di rame (-2,2%) e nichel (-2%). Forte calo dei metalli preziosi con l’oro e l’argento che hanno perso oltre il 2% in seguito al marcato apprezzamento del Dollaro vs Euro nel pomeriggio. Sono arrivate anche leggere prese di profitto sui prodotti agricoli dopo i forti rialzi delle ultime sessioni.

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