TASSI USA: UN RIALZO AVREBBE EFFETTI DISASTROSI

26 Gennaio 2010, di Redazione Wall Street Italia

Non solo Goldman Sachs sostiene che la Fed non alzera’ i tassi. Gli analisti della banca d’affari si spingono oltre, avvertendo che non dovrebbe nemmeno provarci. Altrimenti sarebbe un disastro.

Cosi’ facendo Goldman si e’ messa in una posizione privilegiata. Tutto da copione se la Fed non apportera’ nessuna modifica in fatto di politica monetaria. Ma se Bernanke dovesse alzare i tassi prima di quanto previsto dagli analisti, sara’ lui ad aver commesso un grave erroe, non certo loro.

Secondo gli analisti al momento gli Stati Uniti non sono ancora pronti per una stretta monetaria. Se da un lato e’ vero che alcuni dati macroeconomici suggeriscono che sia ormai giunto il momento di un rialzo dai livelli minimi storici dove si trovano al momento i tassi guida, le cifre riguardanti l’inflazione dimostrano che in realta’ non e’ ancora giunto il momento propizio.

Lo scenario che fa’ da sfondo alla riunione di due giorni del Comitato di politica monetaria della banca centrale sembra abbastanza incoraggiante per quegli esponenti in favore di una graudale exit strategy dalle misure straordinarie messe in atto per rilanciare l’economia.

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Nel quarto trimestre la crescita del PIL ha mostrato un’accelerazione di quasi il 6% (su base annualizzata); nonostante il rapporto occupazionale peggiore delle attese in dicembre, le perdite di posti di lavoro sono diminuite nettamente rispetto nell’ultimo anno. Il tasso di disoccupazione e’ rimasto invariato per gli ultimi tre mesi e il mercato azionario e’ in rialzo di oltre il 60% dai minimi toccati a marzo 2009.

I prezzi sono ancora bassi e l’economia non ha recuperato abbastanza forza per giustificare l’inizio di una vera e propria exit strategy, ovvero non solo l’interruzione delle operazioni di supporto a livello di liquidita’ e di acquisto degli asset, ma anche una stretta monetaria.

Non solo l’inflazione e’ gia’ sotto il target della Fed dell’1.5%-2%, ma il livello di attivita’ e’ di gran lunga inferiore al potenziale di cui c’e’ bisogno per parlare di una crescita forte per un periodo prolungato. Quando questo evento si verifichera’ allora si potra’ cominciare a parlare di un rialzo dei tassi.