TASSI USA: TAGLIO DELLO 0,50% OPPURE DELLO 0,75%?

16 Marzo 2001, di Redazione Wall Street Italia

I dati macroeconomici diffusi questa mattina mostrano due scenari possibili sulla prossima decisione della Federal Reserve in materia di politica monetaria nel corso del prossimo incontro del 20 marzo; i dati sembrano infatti giustificare in egual misura un taglio dei tassi sia di 50 punti base che di 3/4 di punto.

I dati relativi produzione industriale sembrano infatti lasciar campo libero alla Fed per una manovra sostenuta e quindi un taglio dello 0,75% per i tassi d’interesse a breve.

Il dato sulla produzione industriale in febbraio invece suggerisce il bisogno di una manovra drastica sul costo del denaro, visto che il dato ha registrato per il secondo mese consecutivo un calo dello 0,6%.

“La flessione nella produzione industriale e’ generalizzato e si e’ protratto per ben cinque mesi di seguito – ha detto carol Stone, vice capo economista di Nomura Securities, che prevede un taglio di 3/4 di punto dei Fed Funds.

Fanno presupporre piu’ a una riduzione del costo del denaro di mezzo punto percentuale i dati relativi alla vendita di case nuove in febbraio e quello sul ‘sentiment’ dei consumatori rilasciato dall’Universita’ del Michigan (preliminare per marzo).

Quest’ultimo in particolare mostra che la fiducia dei consumatori americani, almeno cosi’ come rappresentata dall’indice, ha registrato una crescita nel mese di marzo dopo il calo di gennaio.

“Visto che un taglio dei tassi dello 0,75% sarebbe senza precedenti nell’era Greenspan – commenta Jim O’Sullivan, economista di UBS Warburg – Ritengo che un taglio dello 0,5% sia piu’ probabile”.

Tale possibilita’ viene anche suggerita dall’andamento del mercato delle nuove abitazioni, come sostiene Ken Mayland, presidente di Clearview Economics.

Mayland, che prevede un taglio dei tassi di mezzo punto percentuale il 20 marzo prossimo, fa notare che “la stabilita’ del mercato edile mostra la dicotomia tra attivita’ economica (non troppo male) e il prezzo dei titoli azionari (orribile)”.

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