TASSI USA: PRIME REAZIONI
A TAGLIO FED

27 Giugno 2001, di Redazione Wall Street Italia

Dopo il taglio di un quarto di punto percentuale da parte della Federal Reserve, seguito a cinque mosse piu’ aggressive, molti analisti ritengono che i tassi di interesse siano ormai giunti, o quasi, al capolinea.

Alcuni economisti temono tuttavia che con tagli cosi’ massicci – di 275 punti base dall’inizio dell’anno – e dando cosi’ tanti stimoli all’economia, la Fed possa risvegliare le pressioni inflazionistiche.

Non la pensano cosi’ Alan Greenspan e la banca centrale, convinti che i prezzi al consumo siano contenuti, specialmente ora che il tasso di disoccupazione e i prezzi dell’energia hanno raggiunto l’apice.

Se l’inflazione non e’ un problema, allora la Fed puo’ continuare ad essere aggressiva nello stimolare l’economia.

Tra le prime reazioni alla mossa di Greenspan, Christopher Low, chief economist di First Tennessee Capital Markets, ha dichiarato che “la Fed sta facendo del suo meglio per stimolare le aziende ribassando i tassi sul lungo termine.

Questo mettera’ da parte la paura dell’inflazione”.

“Tutto, fuorche’ il PIL, sta urlando la parola recessione”, e’ stato il commento di Steven Wieting di Salomon Smith Barney.

Wieting ha aggiunto che la maggiore speranza e’ che i tagli della Fed, insieme ai tagli fiscali, stimolino la spesa per i consumi in modo sufficiente da spingere una crescita economica nella seconda meta’ dell’anno.

Ian Shepherdson, chief economist di High Frequency Economics, ha affermato che “il forte rialzo negli ordini dei beni durevoli non ha invertito pienamente il calo di aprile e il trend tende comunque al ribasso”.

Shepherdson ha precisato che i dati economici, che nei prossimi due mesi dovrebbero mantenersi stabili, potrebbero dare agli investitori l’aspettativa di un nuovo taglio ai tassi da parte della Fed nel prossimo incontro, in agenda per il 21 agosto.

La banca d’affari Merrill Lynch, che si attendeva una riduzione dei tassi di 50 punti base, ha giudicato interessante quanto emerso dal documento che accompagna la decisione dalla banca centrale, poiche’ contiene “quello che noi abbiamo osservato a lungo, ossia i diversi punti deboli dell’economia, il calo degli utili aziendali, il rallentamento della spesa in conto capitale e nei consumi”.

“Nonostante questo, il taglio ai tassi e’ stato solo di un quarto di punto”, ha infine sottolineato Merrill, aggiungendo di essere convinta che il FOMC decidera’ per un’ulteriore taglio all’incontro del 21 agosto.