TASSI USA: PRIME REAZIONI A MOSSA FOMC

18 Marzo 2003, di Redazione Wall Street Italia

Francesco Leone, responsabile dell’ufficio studi di Wall Street Italia
“La decisione di non muovere la politica monetaria era scontata, mentre a sorprendere il mercato e’ stata la volonta’ della Fed di non commentare i rischi per l’economia. Questo dimostra come anche la politica monetaria dipenda in questo momento dagli sviluppi della crisi internazionale e che non esiste la possibilita’ di individuare un cammino di medio-lungo periodo per l’economia in assenza di un quadro piu’ chiaro su questo fronte. Non stupisce quindi che il mercato abbia reagito in maniera scomposta vendendo prima i treasury per poi tornare a ricomprarli”.

Jay Mueller, gestore di fondi per Strong Capital Management
“La Federal Reserve, a quanto pare, ha deciso di prendere tempo per vedere come si sviluppano le questioni geopolitiche, prima di decidere le mosse adeguate da attuare”.

Jim Caron, strategist per la banca d’affari Merrill Lynch
“I treasurys si sono immediatamente indeboliti dopo la mossa Fed a causa della decisione della banca centrale di non variare il bias e di non includere nella dichiarazione parole che potessero suggerire il rischio di un ulteriore indebolimento dell’economia, come era invece atteso dagli operatori di mercato”.

La banca d’affari Merrill Lynch ritiene inoltre che le parole “un elevato livello di monitoraggio” utilizzate dalla Federal Reserve nel documento ufficiale suggeriscano che la banca centrale ha lasciato la porta aperta ad un meeting non in calendario (nel mese di aprile ad esempio, ndr) in cui potrebbe tagliare i tassi se l’economia continua a indebolirsi, sebbene l’outlook sull’economia non sia stato ufficialmente variato a ‘negative’. Secondo il broker la Fed non ha variato il bias per non aggiungere in questo momento pressioni sui mercati finanziari.

Peter Cardillo, chief strategist per la banca d’affari Global Partners Securities
“La Fed ha messo in luce proprio cio’ che preoccupava maggiormente il mercato, ovvero l’incertezza sul fronte geopolitico. Il fatto che la banca centrale non abbia variato il bias e’ comunque in qualche modo positivo”.

Ian Shepherdson, capo economista Usa per la banca d’affari High Frequency Economics
“La decisione della Federal Reserve di astenersi dal commentare l’outlook sui rischi per l’economia sta a significare che la banca centrale, escludendo la situazione irachena, crede fermamente che i tassi d’interesse siano sufficientemente bassi”. L’esperto ritiene che l’atteggiamento sull’economia emerso dal documento sia “ottimistico”.

Irwin Kellner, chief economist per CBS.MarketWatch.com
L’esperto ha lamentato il fatto che “la Fed abbia rifiutato di prendere una posizione sulle prospettive dei rischi per l’economia”. Secondo kellner adesso i mercati sono preoccupati che la Fed “abbia perso contatti con la realta’”, ovvero con realta’ quali l’eccesso di produzione, la crescente disoccupazione e il calo della fiducia dei consumatori”.

Drew Matus, economista per la banca d’affari Lehman Brothers
“Le prossime mosse della Fed dipendono largamente dagli sviluppi sul fronte guerra”. L’esperto prevede un taglio di mezzo punto percentuale ad aprile nel caso in cui l’economia s’indebolisca ulteriormente.

Jade Zelnik, chief economist per RBS Greenwich Capital
“Invece di tagliare preventivamente i tassi, la Fed preferisce aspettare la fine della guerra (che sta per iniziare), osservare la serie di dati economici che usciranno nei due mesi successivi e verificare se l’attivita’ economica risalira’ la china”.