TASSI USA: MERCATI CHIEDONO TAGLIO DELL’1%

20 Marzo 2001, di Redazione Wall Street Italia

Per riprendersi dai recenti scivoloni, il mercato azionario potrebbe avere bisogno un taglio di 100 punti base (1%) ai tassi d’interesse per registrare un movimento verso l’alto.

Questa almeno e’ l’idea di alcuni trader e analisti, che pensano che un taglio di 50 punti potrebbe causare un’ondata di vendite, una riduzione di 75 punti base potrebbe stabilizzare i titoli – e potrebbe persino portare a una breve ripresa – ma un intero punto percentuale e’ necessario per incendiare i prezzi azionari.

“Il mercato impazzirebbe per un punto”, ha commentato Tim Grazioso, direttore delle contrattazioni sul Nasdaq per Cantor Fitzgerald.

I titoli azionari hanno registrato la scorsa settimana uno dei periodi piu’ volatili degli ultimi mesi e persino il Dow Jones Industrial Average e’ sceso la scorsa settimana del 7,7%.

Un taglio dei tassi di 75 o 100 punti base sarebbe pero’ piuttosto straordinario e un evento mai verificatosi durante i 14 anni in cui Alan Greenspan e’ stato a capo della Federal Reserve.

Ma questi sono tempi eccezionali e il mercato sta con gli occhi puntati sull’incontro di oggi, anche perche’ il prossimo si terra’ tra 8 settimane il 15 maggio.

“C’e’ stato un completo cambiamento nella psicologia degli investitori”, ha commentato Jake Dollarhide di Frederick Russell Investment Management, “la gente ha perso la fiducia nel mercato azionario”.

La Fed ha dimostrato di saperlo riconoscere; prima dei due tagli di 50 punti base di gennaio che hanno portato il tasso al 5,5%, durante gli anni di Greenspan non si e’ mai vista una riduzione di 100 punti in un mese.

Dopo le mosse monetarie del 3 e del 31 gennaio (un intero punto percentuale) i titoli azionari sono saliti brevemente per poi scendere di nuovo. Secondo alcuni “strateghi di mercato” (market strategists) questa volta potrebbe essere diverso.

Un taglio di 100 punti base potrebbe aiutare le societa’ a ritornare a mostrare un guadagno e alleviare i timori che i problemi potrebbero continuare fino al 2002.

“A questo punto i maggiori indici sono cosi’ bassi che potrebbe non esserci troppo spazio per una discesa” ha commentato Scott Bleier di PrimeCharter, “riducendo quindi la possibilita’ di una vendita di massa dopo il taglio dei tassi”.

Il Nasdaq Composite e’ infatti in calo del 60% sui livelli massimi e il Dow Jones Industrial Average ha perso il 15% dai massimi.

“Un taglio di 75 punti base avrebbe un effetto stabilizzante” ha commentato John O’Donoghue di Credit Suisse First Boston, “anche se il mercato vorrebbe veramente un taglio di 100 punti base”, ha aggiunto Todd Clark di WR Hambrecht.

“Una mossa di quel tipo, pero'”, ha sottolineato, “farebbe pensare che la Fed vede qualcosa che gli altri ancora non vedono riguardo l’economia”.

“La Fed non intende tagliare aggressivamente i tassi solo per far piacere a Wall Street”, ha commentato Don Hilber, economista di Wells Fargo che prevede un taglio di 50 punti base; “il mercato si sta preparando a una grossa delusione”.