TASSI USA: LA REAZIONE DEL MERCATO

13 Agosto 2002, di Redazione Wall Street Italia

Come previsto la Fed ha lasciato invariato il costo del denaro. La decisione era gia’ stata ampiamente scontata dal mercato fin da ieri, con un future sui Fed Funds che dava le probabilita’ di un taglio sotto il 30%.

Come anticipato da Tony Crescenzi (Miller & Tabak), la Fed ha cambiato pero’ atteggiamento, dicendosi preoccupata per le condizioni di debolezza economica che incrementano i rischi di un allontanarsi della ripresa.

Mentre il Dow e il Nasdaq hanno impiegato qualche minuto prima di decidere che la reazione piu’ adeguata sarebbe stata verso il basso, i titoli di Stato hanno reagito quasi istantaneamente.

Il Treasury a 10 anni TNX (TNX – CBOE) ha perso subito 6 punti base, passando da un rendimento del 4,21% al 4,15%. Marcata anche la reazione della scadenza a 5 anni FVX (FVX – CBOE), con il rendimento che e’ sceso dal 3,24% al 3,16%.

Il rally dei prezzi (che si muovono in direzione opposta ai rendimenti) dei bond emessi dal Governo era gia’ in atto da qualche giorno. E ai rinnovati timori per la ripresa economica ora si e’ aggiunta la possibilita’ che la Fed abbassi il costo del denaro prima della prossima riunione. Questo almeno stanno scontando i future sui Fed Funds nelle quotazioni immediatamente successive alla decisione della banca centrale americana.

Ecco i commenti di alcuni esperti:

Peter Cardillo, chief strategiest, Global Partner Securities
“Questo era quanto si aspettava il mercato. Nessun cambiamento nei tassi d’interesse e un annuncio che mostrasse una debolezza dell’economia prolungata dalla debolezza dei mercati finanziari. Inizialmente la reazione sara’ negativa, tuttavia non penso che assisteremo ad un bagno di sangue in Borsa. La Fed e’ a conoscenza che potremmo sperimentare una recessione a doppio minimo. Quindi si preparano per un taglio prima della fine dell’anno qualora le cose non dovessero migliorare. Si tratta quindi di notizie contrastanti per il mercato”.

Mary Ann Hurley, Vice President del dipartimento Fixed Income di D.A. Davidson & Co.
“Penso abbiano fatto quello che doveva essere fatto. Hanno riconosciuto che la politica monetaria e’ ancora accomodante e che la domanda dovrebbe continuare a crescere. Tuttavia i recenti eventi hanno cambiato l’atteggiamento facendo spostare il rischio verso la debolezza economica. Questo apre la porta per un ulteriore taglio ai tassi. Non mi spingerei ad affermare che vedremo la Fed agire in questa maniera prima del prossimo meeting, tuttavia qualora i dati statistici dovessero continuare ad essere cosi’ deboli penso che vedremo un taglio a settembre”.

Gemma Wright, market strategist, Barclay Capital
“Pensiamo che la Federal Reserve abbia abbassato il limite di quello che ritiene sufficiente per tagliare nuovamente i tassi d’interesse. Il cambiamento nel bilanciamento dei rischi lascia il mercato concentrato sul settore dei corporate bond e sui prossimi dati relativi ai Direttori degli acquisti (ISM), alle vendite al dettaglio e alle richieste di sussidi alla disoccupazione. Siamo convinti che qualora ci fossero elementi di severa debolezza in questi dati, la Fed tagliera’ il costo del denaro alla prossima riunione del 24 settembre.”