TASSI USA: LA REAZIONE DEGLI ANALISTI

18 Aprile 2001, di Redazione Wall Street Italia

La decisione imprevista della Federal Reserve ha messo in movimento economisti e analisti delle principali banche d’affari a Wall Street:

Bruce Steinberg di Merrill Lynch ritiene che il taglio di 50 punti base dei tassi d’interesse da parte della Fed non modifichi in alcun modo le loro attese sulle prossime manovre di politica monetaria.

“Continuamo a credere che la Fed ridurra’ ulteriormente il costo del denaro nel prossimo meeting del 15 maggio – dice Steinberg in una nota alla clientela – i tassi d’interesse dovrebbero arrivare al 4% per la meta’ del 2001”.

Steinberg ha inoltre osservato cosa e’ accaduto nel passato ai mercati quando la banca centrale ha abbassato i tassi d’interesse di oltre 200 punti (o il 30% dal massimo), ossia quello che e’ avvenuto oggi.

“Andando indietro fino al 1950, ogni volta che la Fed ha tagliato i Fed Funds di oltre 200 punti, i mercati hanno reagito con un rialzo continuato per tutto l’anno successivo (con una media del +25% nei 12 mesi).

Spostando l’attenzione dai mercati, Irwin Kellner, professore di economia presso la Hofstra University, sostiene che la Federal Reserve abbia reagito con un taglio, al continuo rialzo del numero di licenziamenti annunciati dalle societa’ USA.

“Non e’ stata una manovra intesa a rivitalizzare i mercati – dice Kellner – Il taglio vuole essere di sostegno alle aziende”.

Positivi anche i commenti di Bryan Piskorowski, market analyst presso Prudential Securities secondo cui “la Fed ha fatto quello che tutti noi speravamo facesse”.

Piskorowski sostiene che molti dati puntavano a una riduzione dei tassi d’interesse: “L’inflazione non e’ un pericolo, le spese delle societa’ continuano a diminuire, i dati sulle scorte di magazzino sono ancora troppo alti – dice l’analista – E’ bene pero’ rimanere cauti fino a che il rally non si consolida”.

“Il tempismo e’ stato perfetto – ha commentato Drew Matus, economista finaziario di Lehman Brothers – avevano tutti perso le speranze, quindi la Fed ha massimizzato l’effetto sorpresa”.

“Dalla nota della Federal Reserve si deduce che i tassi sono stati tagliati per aiutare il mercato azionario”, ha concluso.

Matus, che aveva previsto che la Banca centrale riducesse i tassi di 50 punti base al meeting dell’ OFMC, pensa che l’incontro del 15 maggio produrra’ un ulteriore riduzione di 25 punti base.

Sorpreso anche Ian Shepherdson, capo economista di High Frequency Economics: “dopo un paio di settimane in cui la Fed ha sostenuto che bisognava evitare tagli al di fuori degli incontri del FOMC, nessuno si aspettava questa mossa”.

“Ci si chiede se la Fed non sia al corrente di qualcosa che noi non sappiamo, sebbene la sua nota puntualizzi soprattutto due elementi principali – la debolezza della spesa in conto capitale e l’impatto della diminuzione della ricchezza sul consumo”, ha concluso l’economista.

(articolo in fase di scrittura)