TASSI USA: LA FED LI LASCIA INVARIATI AL 2.00%

25 Giugno 2008, di Redazione Wall Street Italia

Il Federal Open Market Committee, il braccio operativo della Federal Reserve, ha lasciato invariato il costo del denaro degli Stati Uniti al 2.00%. Si chiude la serie di tagli ai fed funds iniziata nel mese di settembre dello scorso anno che aveva abbassato i tassi a breve dal 5.25% all’attuale 2%.

Per i lettori di Wall Street Italia ecco la traduzione in italiano del documento ufficiale della Federal Reserve:

Il Federal Open Market Committee ha deciso oggi di mantenere il target sui fed funds al 2.00%.

Le ultime informazioni indicano che nel complesso l’attivita’ economica sta continuando ad espandersi, riflettendo parzialmente una ripresa della spesa delle famiglie. Tuttavia, il mercato del lavoro si e’ indebolito ulteriormente e i mercati finanziari restano sotto un considerevole stress. Le peggiorate condizioni del credito, la contrazione in corso del comparto immobiliare, e l’aumento dei prezzi energetici continueranno a pesare con molte probabilita’ sulla crescita economica nei prossimi trimestri

Il Comitato si aspetta una moderazione dell’inflazione nei prossimi mesi e nel prossimo anno. Tuttavia, alla luce del continuo incremento dei prezzi energetici e di altre commodities ed a causa dell’elevato stato di alcuni indicatori sulle aspettative inflazionistiche, l’incertezza circa l’outlook dei prezzi resta alta.

La politica monetaria espansiva condotta fino ad oggi, in combinazione con le misure in atto per garantire la liquidita’ sul mercato, dovrebbero promuovere una crescita moderata nel tempo. Sebbene restino i rischi al ribasso per la crescita, sembra che questi siano in qualche modo diminuiti, mentre sono cresciuti i rischi di un’accelerazione dell’inflazione e delle aspettative inflazionistiche. Il Comitato continuera’ a monitorare gli sviluppi economici e finanziari ed agira’ come necessario per promuovere una crescita economica sostenibile e la stabilita’ dei prezzi.

A votare a favore dell’azione di politica monetaria del FOMC sono stati: Ben S. Bernanke, Chairman; Timothy F. Geithner, Vice Chairman; Donald L. Kohn; Randall S. Kroszner; Frederic S. Mishkin; Sandra Pianalto; Charles I. Plosser; Gary H. Stern; e Kevin M. Warsh. A votare contro e’ stato Richard W. Fisher e che avrebbero preferito un aumento del target sui fed funds in questo incontro.

Ed ecco il testo originale del documento che accompagna la decisione della Federal Reserve di confermare il tasso interbancario al 2.00%:

The Federal Open Market Committee decided today to keep its target for the federal funds rate at 2 percent.

Recent information indicates that overall economic activity continues to expand, partly reflecting some firming in household spending. However, labor markets have softened further and financial markets remain under considerable stress. Tight credit conditions, the ongoing housing contraction, and the rise in energy prices are likely to weigh on economic growth over the next few quarters.

The Committee expects inflation to moderate later this year and next year. However, in light of the continued increases in the prices of energy and some other commodities and the elevated state of some indicators of inflation expectations, uncertainty about the inflation outlook remains high.

The substantial easing of monetary policy to date, combined with ongoing measures to foster market liquidity, should help to promote moderate growth over time. Although downside risks to growth remain, they appear to have diminished somewhat, and the upside risks to inflation and inflation expectations have increased. The Committee will continue to monitor economic and financial developments and will act as needed to promote sustainable economic growth and price stability.

Voting for the FOMC monetary policy action were: Ben S. Bernanke, Chairman; Timothy F. Geithner, Vice Chairman; Donald L. Kohn; Randall S. Kroszner; Frederic S. Mishkin; Sandra Pianalto; Charles I. Plosser; Gary H. Stern; and Kevin M. Warsh. Voting against was Richard W. Fisher, who preferred an increase in the target for the federal funds rate at this meeting.